Commozione per l’addio all’alpino Andrea Romei
Come radiotelegrafista del Battaglione Valchiese aveva vissuto in prima persona la campagna di Russia e l’assedio di Nikolajewka
Ventasso. Tante persone, conoscenti personali e della famiglia, amici di una vita lunga e intensa, ma soprattutto tante penne nere sono arrivate ieri mattina alla chiesa di Cervarezza per l’ultimo saluto a Andrea Romei, “andato avanti” all’età di 96 anni.
Romei, come radiotelegrafista del Battaglione Valchiese, aveva vissuto in prima persona la campagna di Russia, la ritirata dal teatro di operazioni sul Don nel pieno dell’inverno e l’assedio di Nikolajewka. Ma ieri, nell’ambito della celebrazione presieduta da don Giancarlo Pergreffi, concelebrata con altri parroci del crinale, ad emergere è stata la dimensione più umana e famigliare di Romei, ricordato in particolare dai nipoti Simone ed Elisabetta come un nonno buono, disponibile, che aveva il desiderio, comunque, di tramandare quello che aveva visto, anche perché non si ripetesse. E l’ultimo saluto è arrivato attraverso i canti degli Alpini, di cui Romei era stato esponente valoroso e testimone prezioso. Una grande commozione e un modo davvero sentito per dare l’addio a un soldato che aveva vissuto un’esperienza terribile e memorabile; esperienza che aveva poi raccontato attraverso interviste, scritti, anche poesie. Romei era arrivato sul fronte russo nel 1943 ed era, per il suo ruolo, tra i primi a conoscere le cattive notizie che giungevano dal fronte, con i russi che erano passati al contrattacco e avevano sfondato su varie posizioni, ben equipaggiati e in forze, a fronte di una spedizione italiana mal equipaggiata e poco rifornita. La ritirata avvenne in mezzo a una bufera di neve in cui tantissimi, alla fine, avevano ceduto al freddo. Romei cadde privo di sensi, ma fu ricoverato in infermeria. Abbandonato l’ospedale, partecipò anche alle azioni della battaglia di Nikolajewka. Dopo gli scontri, e durante la dura marcia, i superstiti – tra i quali Romei – incontrarono un camionista tedesco che stava portando reticolati al fronte e decise di liberarsi del carico e far salire i superstiti, salvandoli. —
L.T.
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