È morto Mauro Camisa una vita da direttore di cori
Era noto per le grandi qualità e i tanti premi vinti nel mondo del canto popolare Aveva 84 anni. Importante la sua attività sull’Appennino reggiano
TOANO. È’ morto a Bologna Mauro Camisa, bolognese doc e tra i più noti direttori di cori in Italia, sovente membro di giurie di concorsi nazionali, amico dell’attrice Ivana Monti. Con l’Appennino reggiano aveva un legame fortissimo.
Era nato a Bologna il 19 settembre 1934, ma suo padre, sarto e commerciante, era di Tarsogno – frazione di Tornolo (Parma), il Comune più vicino al Mar ligure – terra dei Camisa.
Subentrato fin dall’adolescenza nel negozio (di abbigliamento da uomo) di famiglia, Mauro Camisa ha condotto ininterrottamente questo lavoro fino alla pensione, creando un’attività conosciuta in tutta Bologna. Ma, altrettanto, Mauro è conosciuto nel mondo corale. Il padre suonava la fisarmonica in forma spontanea, e così anche il giovane Camisa imparò la musica, in maniera spontanea, amandola fin dalla giovane età. Dopo aver cantato da corista nel coro del Cai di Bologna, subentrò nella direzione dello stesso dal 1966 al 1998, raggiungendo ragguardevoli risultati musicali come coro amatoriale, vincendo numerosi concorsi nazionali e portando grande qualità nel mondo del canto popolare.
Dal 1995 fino ad un anno fa, ha diretto anche il coro “Di Canto in Canto”, un coro misto con il quale ha sperimentato una originale e soddisfacente organizzazione dei reparti, dove i contralti e i tenori sono composti sia da figure maschili che femminili, secondo schemi non tradizionali, al fine di ottenere una graduale diluizione dei timbri. Eseguire prevalentemente canti di origine popolare, pur rispettando fedelmente i testi e le melodie originali, gli ha permesso di mettere in luce, attraverso l’interpretazione, quei particolari preziosi che l’armonia musicale sembra gelosamente custodire. Per lui non solo le note e gli accordi sono musica, ma pure i silenzi, ancora ricchi di eco sonori, o loro stessi muti, ma simili a note, e significativi per l’interpretazione («il canto deve uscire dal silenzio ed essere in grado di tornarvi, e continuerà a risuonare nel silenzio», come afferma Gustavo Marchesi, da lui definito e apprezzato come uno dei maestri del «cantar piano»).
Mauro Camisa era anche un uomo profondamente solare e umoristico: per spiegare concetti musicali complessi, utilizzava metafore simpaticissime, come la coramella (strumento utilizzato per la manutenzione del filo dei rasoi a mano libera ) per spiegare come appoggiare il suono, o le uova per spiegare come raggiungere i suoni alti senza portamento.
Si è spento il 19 gennaio. Aveva 84 anni, di cui 65 anni condivisi con la moglie (sempre accanto in tutta la sua vita corale). Lascia anche i figli Stefano, Paola, Nicola e Anna e 4 nipoti. Era molto amato, apprezzato e ammirato dal mondo corale amatoriale. Questa mattina alle 10.30 si svolgono i funerali, a Bologna nella chiesa di San Benedetto di via Indipendenza. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google