Gazzetta di Reggio

Reggio

Piastrelle reggiane 

La ceramica rallenta il passo dopo anni di continua crescita

L.V.

Il calo è dovuto in particolare alla riduzione delle esportazioni anche sul mercato locale che si è fermato a 82 milioni di metri quadri 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dopo cinque anni di continua crescita l’industria italiana che produce piastrelle in ceramica ha rallentato il passo.

Si tratta di un fenomeno che interessa molto da vicino l’economia della nostra provincia. Il preconsuntivo elaborato da Confindustria Ceramica e Prometeia indica infatti, per il 2018, un 2,8% in meno sul fronte della produzione e delle vendite che sono scese dai 422 milioni del 2017 ai 410 milioni dello scorso anno. Un calo dovuto in particolare alla riduzione delle esportazioni passate da 338 a 228 milioni di metri quadrati (- 2,9%) e tale flessione è stata avvertita anche sul mercato domestico che si è fermato ad 82 milioni di metri quadrati (-2%). Di tali flessioni c’erano già state avvisaglie, tanto che diverse aziende, per evitare un accumulo delle giacenze, hanno prolungato di un paio di settimane la sosta durante la pausa natalizia. In compenso sono proseguiti per tutto il 2018 gli investimenti tecnologici previsti dal piano Industria 4.0 con un valore complessivo che si aggira sui 400 milioni di euro. Spese coperte da cash flow aziendali e, per quanto inferiori al 2017, con una incidenza sul livello dei fatturati fra i più alti del manifatturiero italiano. «Si tratta di spese – ha precisato Giovanni Savorani presidente di Confindustria Ceramica – che ci consentono di disporre di una dotazione impiantistica di prim’ordine a partire dalla creazione di lastre ceramiche di grandi dimensioni di cui l’Italia detiene la leadeship a livello mondiale».

Savorani ha anche confermato che la contrazione delle vendite ha riguardato diversi mercati ed aree alle prese con un generale rallentamento dei consumi. «Il commercio internazionale – ha completato – sta risentendo in tutti i settori delle crescenti tensioni fra le nazioni. In particolare fra Usa e Cina. Tutto ciò genera incertezze sia presso i consumatori che fra gli operatori professionali. E chi più ne soffre sono i Paesi a forte esportazione ed elevato debito pubblico, condizioni entrambe presenti in Italia. Sui nostri conti pesano inoltre altri fattori quali l’elevato costo del lavoro e dell’energia che incidono pesantemente sul sistema infrastrutturale. La Spagna, ad esempio può contare su un costo della manodopera pari a quasi la metà rispetto a quello italiano e di norme ambientali molto meno rigide. Si aggiunga infine la crescente concorrenza di materiali alternativi, in primis i vinilici Lvt (Luxury Vinyl Tiles). Per fronteggiare tante incertezze abbiamo lanciato una nuova campagna di comunicazione web e social che sottolinea i vantaggi delle pavimentazioni ceramiche ed ha coinvolto anche le associazioni di categoria spagnola e tedesca». —

L.V.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google