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Reggio Emilia, la pista ad ostacoli dei candidati sindaco ai nastri di partenza

Evaristo Sparvieri
Reggio Emilia, la pista ad ostacoli dei candidati sindaco ai nastri di partenza

Vecchi e Salati già pronti per la corsa verso il Municipio. Il M5s decide a giorni Ecco i principali argomenti che terranno banco durante la campagna elettorale

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REGGIO EMILIA. C’è da pedalare. Per tutti. Come quei campioni del ciclismo che finivano raffigurati nelle biglie, quando con un colpo secco di due dita della mano le palline rotolavano via veloci fra curve e micro-dune di sabbia, sempre lì lì per sbandare e andare fuori dalla pista. L’obiettivo è per tutti lo stesso: arrivare al traguardo del municipio il 26 maggio, quando si tornerà alle urne e i reggiani saranno chiamati a decidere chi guiderà la città per i prossimi cinque anni. Ballottaggio permettendo.

Un percorso ad ostacoli. Dove i concorrenti dovranno fare i conti con i principali temi cittadini. Anche se ai nastri di partenza finora ci sono solo due nomi: il sindaco, Luca Vecchi, che è stato il primo a ufficializzare la sua ricandidatura sostenuto dal Pd e da una coalizione di centrosinistra, e il (finora) unico sfidante del centrodestra, Roberto Salati, che sabato è sceso in pista sostenuto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Alla loro destra e alla loro sinistra, i lavori sono ancora in corso. E anche nel M5s la decisione sul candidato sindaco arriverà solo nei prossimi giorni: una poltrona per tre, dove per ora sono in ballo l’attuale capogruppo in Sala Tricolore, Alessandra Guatteri, Rossella Ognibene, rivelazione delle scorse Politiche, o Matteo Olivieri, primo consigliere nella storia del M5s reggiano, che proprio ieri hanno postato su Facebook una foto all’insegna del volemose bene.

Ma mentre la maggior parte degli sfidanti si sta ancora organizzando, la Gazzetta ha deciso di mettere in fila i principali argomenti che saranno affrontati (e cavalcati) durante questa campagna elettorale. Chiunque guiderà la città – e chiunque si candidi a farlo – dovrà passare di lì. A cominciare da via Turri e le ex Reggiane, dove si incrociano le strade della riqualificazione, della lotta al degrado e della richiesta di sicurezza, passando per lo sviluppo dell’Area Nord e della Mediopadana, fino ad arrivare al centro e ai suoi tormentoni, come quelli sui nuovi pilomat piantonati per la pedonalizzazione, sul buio soffuso che genera insicurezza, sul contestato modernismo della fontana al Valli o, più in generale, delle piazze cittadine in fase di restyling.

Un itinerario cittadino che dovrà fare i conti senza dubbio anche con l’inquinamento, sempre più un’emergenza padana, e con una viabilità a tratti nevrotica, in attesa di grandi infrastrutture come Tangenziale Nord o Bretella di Rivalta che chissà se e quando vedranno la luce, rotolando fino a problemi e richieste del forese, dove ogni candidato immancabilmente farà avvertire la sua presenza. Almeno in campagna elettorale. Ci sono poi i grandi temi, quelli che fanno discutere intere fette di città. Come l’Arena Eventi al Campovolo o la questione stadio e Reggiana: argomenti destinati a diventare cavalli di battaglia, da una parte e dall’altra fino allo sfinimento, prima che l’esito del voto spazzi via ogni promessa elettorale. Come un’onda che si infrange su una pista disegnata sulla sabbia. Dalle promesse si dovrà passare ai fatti, scoprendo così se le biglie, rotolando rotolando, non si siano trasformate in meno poetiche balle raccontate agli elettori. —


 

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