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Reggio Emilia, nel cantiere con gli occhi degli umarèll: i marciapiedi a spigoli ci sono per davvero

Reggio Emilia, nel cantiere con gli occhi degli umarèll: i marciapiedi a spigoli ci sono per davvero

Riqualificazione di piazza Roversi. Immagini al di là delle transenne I lavori avanzano tra la vasca, i tassi, il lastricato nuovo (e l’antico) 

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REGGIO EMILIA. L’ultimazione dei lavori è dichiarata sul cartello di cantiere: 9 marzo 2019. Ma già dal rosso e bucherellato telone che percorre le transenne è possibile vedere tutto o quasi.

E con l’occhio degli umarèll abbiamo sbirciato come procede il cantiere che va riqualificando piazza Roversi (o del Cristo).

L’esperienza e la curiosità dei pensionati scrutatori di lavori pubblici e privati (gli umarèll, appunto) avrebbero già constatato che il rendering non tradisce la realtà e viceversa: i piani inclinati dei marciapiedi stanno nascendo; gli spigoli vanno evolvendo; la struttura per la vasca davanti alla chiesa del Cristo sta per essere approntata; il lastricato con la pietra di Luserna procede come continua la predisposizione delle sedi circolari che ospiteranno le piante nuove che faranno compagnia ai tassi relitti.

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Sotto l’asfalto grattato via appare l’acciottolato che in precedenza pavimentava e caratterizzava la strada: non è una scoperta ma la constatazione di come i “tappeti” urbani sono stati sovrapposti e nascosti, e di come la storia ogni tanto bussa dal sottoterra e riemerge.

Capita qui in piazza Roversi, dove sono emerse anche le strutture che accompagnavano l’antico corso del Crostolo (corso Garibaldi ricalca il percorso della via d’acqua fino alla Ghiara).

Succede in piazza Gioberti dov’è l’altro cantiere di riqualificazione e costruzione di una vasca in cui sarà immerso l’obelisco. Là, allo sbocco sulla via Emilia Santo Stefano, ad una certa profondità è emerso un tratto della via Emilia, quella vera, romana, con il suo pavimentum di conci bianchissimi. Così il passato (che non torna) piglia ossigeno e i cantieri procedono. Vale la pena ricordare che quelli di piazza Roversi e di piazza Gioberti sono finanziati dal fondo ministeriale Ducato Estense che riguarda Ferrara, Modena, Reggio Emilia. Da noi il progetto ha come obiettivo la valorizzazione della Passeggiata Settecentesca di collegamento tra Palazzo (oggi sede della Provincia e della Prefettura) e Reggia (quella di Rivalta).

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La riqualificazione che l’amministrazione comunale ha fortemente voluto e ritiene un obiettivo della rigenerazione urbana e un traguardo per la promozione del centro storico, è molto avversata dalle opposizioni e anche da qualche comitato. Il “fronte della contrarietà” è sostenuto dai motivi più diversi e anche estremi. Le componenti si suddividono più o meno fra coloro che non condividono la spesa economica o non sono affatto d’accordo sul tipo di intervento architettonico e urbanistico.

Ci sono i difensori della “città estense” (Fabio Pederzoli è intervenuto al ministero perché ritiene non filologico il progetto) e ci sono i difensori degli alberi che punteggiavano piazza Roversi e che hanno dato nomi ariosteschi ai tassi. Ci sono i critici nei confronti degli spigoli e dei piani inclinati, dei cordoli bianchi e della vasca. —

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