Ripicca, scarica una rotoballa davanti alla casa di due coniugi
Un quarantenne rinviato a giudizio per molestie nei confronti di una coppia Senza motivi specifici, li disturbava da mesi. È stato condannato a un’ammenda
CASTELNOVO SOTTO. Si è recato più volte a casa di una coppia disturbandola a più riprese, suonando il campanello e facendo pensare quasi a uno scherzo. Una burla agli occhi di due coniugi che però deve essere durata ben poco, perché quell’uomo di 40 anni – che abita nel Comune di residenza dei coniugi, Castelnovo Sotto, ma a qualche chilometro di distanza – non aveva intenzione di smetterla. Dopo mesi di molestie, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: dopo essersi attaccato alla porta d’ingresso per farsi aprire, l’uomo ha preso il trattore, ha caricato una rotoballa e l’ha scaricata nella proprietà dei due malcapitati.
Una storia per certi versi ancora oscura, soprattutto nelle motivazioni che hanno portato a questi gesti inconsulti ma tali da esasperare la coppia di coniugi, che sono dovuti ricorrere a una denuncia per tentare di fermare quelle molestie senza capo né coda. Il caso, infatti, è approdato poi in tribunale, dove l’uomo, difeso dall’avvocato Claudio Bassi, si è visto contestare il reato di molestie nei confronti di marito e moglie, che hanno intrapreso le vie legale per porre fine a quella persecuzione. La difesa ha però ottenuto che si passasse a una meno pesante oblazione, con il pagamento dell’ammenda da parte dell’uomo che, in diverse occasioni, era andato a casa dei coniugi per recare molestie – secondo l’imputazione – che non avrebbero giustificazione alcuna, sottolineando il «biasimevole motivo» che lo ha spinto a prendere oltretutto il trattore per scaricare la rotoballa.
In quel caso, dopo l’evidente sorpresa da parte della coppia, prima del giudice è intervenuta però la madre dell’uomo, che lo ha chiamato, gli ha fatto riprendere il trattore e lo ha costretto a riprendersi la rotoballa. L’intercessione materna non ha però evitato la denuncia, che ha trasformato quei gesti in reato e l’uomo in un imputato costretto a fare ammenda e a pagarne una per poter evitare guai peggiori in sede penale. Lo stesso giudice onorario del tribunale di Reggio, Stefano Catellani, non è riuscito ad approfondire nel dettaglio la questione, presa però in carico ieri dopo i fatti contestati, avvenuti tutti tra il febbraio del 2015 e l’agosto dello stesso anno. —
Enrico Lorenzo Tidona
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
