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Tecno, la Fiom è soddisfatta «Una luce in fondo al tunnel»

M.P.

Le dichiarazioni prudenti ma ottimiste di Guaitolini, segretario del sindacato  dopo il summit che si è  svolto venerdì al ministero

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GUALTIERI. Per la Fiom Cgil, l’incontro di venerdì scorso al Mise ha portato una speranza concreta per dare un futuro ai lavoratori Tecno e uscire dalla crisi. Sono previsti investimenti per 5,3 milioni di euro e tutela dei lavoratori. «Ad un anno di distanza dalle prime iniziative sindacali di lotta, e a 6 mesi dall’apertura della procedura di “concordato in bianco”, si sono aperti spiragli per una possibile intesa che porti a una soluzione la pesante crisi della Tecno di Gualtieri, azienda che produce cucine e forni a incasso con 263 dipendenti – esordisce la nota della Fiom Cgil –. La Snw, azienda turca che aveva presentato offerta irrevocabile di acquisto, alla presenza del vicecapo di gabinetto del Mise, dei rappresentanti del Comune e della Regione, e della Rsu Fiom Cgil, assistite dalle organizzazioni sindacali, ha illustrato il piano che dovrebbe consentire la presentazione di un concordato liquidatorio».

Nel piano quinquennale illustrato dai consulenti Snw viene previsto un investimento di 5,3 milioni di euro che dovrebbero consentire una progressiva ripresa delle produzioni con un fatturato che, nel 2019, si attesta tra i 23 e i 25 milioni, per poi salire progressivamente fino a 50 milioni nel 2023.

«Nei due incontri effettuati prima dell’incontro di venerdì al Mise abbiamo ipotizzato un accordo che, entro la scadenza del primo anno dall’acquisto dell’attività, consente il passaggio di tutti i lavoratori nella nuova società, la cui attività produttiva resterà a Gualtieri tramite l’affitto dell’attuale stabilimento – ha dichiarato Sergio Guaitolini, segretario della Fiom Cgil di Reggio Emilia –. Ora dovremo vedere se riusciamo a definire altri passaggi indispensabili relativi alle condizioni economiche e agli ammortizzatori sociali, necessari per accompagnare i primi anni di attività con l’obiettivo di salvaguardare tutti i posti di lavoro».

È stato inoltre concordato di effettuare, prima di un ulteriore incontro per verificare la possibile intesa, una verifica al Ministero del Lavoro per analizzare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali possibili.

«Come Fiom Cgil di Reggio Emilia, pur con la dovuta cautela per i diversi punti ancora da concordare, usciamo per la prima volta dall’incontro al ministero intravedendo una luce in fondo al tunnel buio in cui era sprofondata la crisi della Tecno- ha concluso Guaitolini. Ora sarà necessario sfruttare le ultime tre settimane rimanenti della proroga del concordato concessa dal giudice, e il mandato ricevuto dai lavoratori, per raggiungere un accordo complessivo, che sarà poi portato al loro giudizio attraverso referendum». —

M.P.

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