Accordo in Cgil: il segretario sarà il reggiano Landini
L'ex leader della Fiom è il candato scelto e avrà Vincenzo Colla come vice. Plauso dal "falco" reggiano Fabio Storchi, ex leader di Federmeccanica
BOLOGNA Cgil a un passo dall'accordo per il nuovo vertice, con il reggiano Maurizio Landini segretario generale e il piacentino Vincenzo Colla vice. Al centro dell'accordo anche la composizione dell'intera segreteria confederale.
Mercoledì mattina si è riunita la commissione elettorale nell'ambito del 18esimo Congresso nazionale Cgil a Bari, che giovedì porterà all'elezione del nuovo numero uno che succederà a Susanna Camusso, che lascia dopo il limite dei due mandati e otto anni come segretaria generale.
Nella proposta su cui si sta chiudendo è previsto anche l'ingresso di un secondo vice segretario generale donna. L'ipotesi è sul nome di Gianna Fracassi. Nel discorso di ieri Camusso ha lanciato un appello a Cisl e Uil per «un sindacato confederale davvero unitario».
IL PLAUSO DEGLI INDUSTRIALI REGGIANI Diversissimi su modi di fare, idee e opinioni eppure legati, non solo perché entrambi figli della provincia reggiana. Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio
Emilia, ex leader di Federmeccanica, considerato un "falco" nel mondo di Confindustria, è oggi uno dei più felici per la prossima elezione del suo "nemico-amico" Maurizio Landini alla segreteria della Cgil. «Ho sempre dato una valutazione positiva della possibile elezione di MaurizioLandini a segretario generale della Cgil - ha commentato con l'Ansa - per la competenza, l'affidabilità, la serietà dimostrate nel corso dell'esperienza che ci ha portato nel 2016 a firmare il nuovo accordo sul contratto dei metalmeccanici».
All'epoca Storchi era leader di Federmeccanica e Landini segretario della Fiom: furono protagonisti di una trattativa in cui, in diversi momenti, il confronto veniva condotto in dialetto reggiano: non mancarono le asprezze, ma alla fine si arrivò a una stretta di mano, che rese soddisfatti operai e industriali. Oggi Storchi conferma la sua stima verso Landini: «Abbiamo lavorato con trasparenza e franchezza, guidati dal senso dell'impegno che stavamo portando avanti. Sono contento che alla fine la Cgil abbia evitato la spaccatura, abbiamo bisogno di una Cgil autorevole e il fatto che si sia arrivati ad un accordo su una sola candidatura, testimonia la volontà di avere un segretario forte e credibile».
Dalla Cgil di Landini, Storchi si aspetta una continuazione del percorso «che ha portato a un cambio di paradigma: dalla conflittualità alla condivisione all'interno delle aziende, con la persona al centro dell'innovazione. Un elemento su cui si gioca il successo o l'insuccesso delle imprese».
LA SCALATA DELL'OPERAIO «Questo Paese esiste grazie alla gente che lavora. Fiom e Cgil hanno sempre lottato per aver un lavoro dignitoso». Per il nuovo leader in pectore della Cgil Maurizio Landini, l’occupazione non è un ideale astratto delle battaglie sindacali, ma la costante di tutta la propria vita nelle parti sociali. Nato in provincia di Reggio Emilia nel 1961, dal 2017 fa parte della segreteria nazionale dopo aver trascorso sette anni da segretario generale della Fiom-Cgil.
Protagonista di duri scontri con Sergio Marchionne in Fiat e con Matteo Renzi sul Jobs Act, ha avuto anche momenti difficili con Susanna Camusso, che in realtà l’ha poi investito come erede in Corso d’Italia. Giovanissimo inizia a lavorare come apprendista saldatore e diviene delegato sindacale Fiom già a metà degli anni ’80; dopo vari incarichi a livello regionale in Emilia ed essere entrato nella segretaria nazionale, il 1/o giugno 2010 viene eletto segretario del sindacato dei metalmeccanici.
Conduce trattative con imprese quali Electrolux, Indesit Company e Piaggio e soprattutto la battaglia con Fiat per gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori, con i referendum e due storici accordi separati tra lavoratori e azienda Il 16 aprile 2011 ha definito «una sentenza storica» la condanna dei vertici della Thyssen Krupp a pene detentive per l’incidente sul lavoro nella fabbrica di Torino che ha causato la morte di sette operai. La Fiom si era costituita parte civile. Lascia il ’suò sindacato nel 2017, quando gli succede Francesca Re David. Nel 2015 lancia la Coalizione Sociale, un soggetto politico-sindacale che riceve l’appoggio di numerose personalità della sinistra, come Stefano Rodotà, Pancho Pardi, Valentino Parlato, Vittorio Agnoletto, Alfonso Gianni, Gino Strada. È l’anno in cui non mancano le tensioni con Camusso, che lo accusa di voler scendere in politica, ma Landini invece rimane fedele al sindacato, che, ha ribadito più volte, «è e sarà il mio unico partito». Nel 2011 ha pubblicato per Bompiani ’Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo - la FIAT, il sindacato, la sinistra assentè, un libro-intervista nel quale ripercorre l’intera vicenda Fiat e il rapporto con Marchionne. Sanguigno e mai banale, ha recentemente criticato il reddito di cittadinanza, definendolo non tanto diverso dal Jobs Act «se dai soldi alle aziende». Per la mobilitazione del 9 febbraio ci sarà già da divertirsi.
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