Gazzetta di Reggio

Reggio

VENTASSO, ALLARME DI LEGAMBIENTE 

«Atti vandalici Parco nazionale terra di nessuno»

2 MINUTI DI LETTURA





VENTASSO. «Il versante reggiano del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano? La terra di nessuno». Lo afferma Lorenzo Corradini, segretario della Legambiente Val d’Enza, secondo il quale «gli escursionisti e gli appassionati di natura e di montagna che ogni anno percorrono le vie storiche, carraie e strade forestali all’interno del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano spesso si trovano di fronte al degrado. I cartelli di divieto di circolazione sono usati come bersagli dai bracconieri che, a causa della scarsità dei controlli, possono entrare indisturbati all’interno di aree delicate del Parco nazionale. Il ritrovamento di bossoli di cartucce, comprese quelle di munizioni di grosso calibro per la caccia agli ungulati, è un fatto molto comune. Le sbarre poste negli anni '90 dall’Ente Parco regionale del Gigante, che impedivano gli accessi a molte strade forestali, sono state divelte, distrutte o lasciate aperte prive di lucchetti».

La foto a lato ritrae la sbarra al Passo della Cisa, lungo la strada forestale che arriva al Monte Bagioletto, «ma la situazione di altri luoghi di grande interesse, come la zona del Passo di Pradarena, del Passo del Cerreto è questa», assicura Corradini.

«Nel 2012, in seguito alla distruzione della sbarra che chiudeva l’accesso alla carraia che dal Passo della Cisa arriva ai Prati di Sara, il presidente Giovanelli dichiarò alla stampa che avrebbe studiato un sistema per sorvegliare gli accessi. Considerando che sono passati ormai 6 anni, vorremmo sapere se l’Ente di gestione del Parco ha avuto tempo sufficiente per studiare un sistema valido per impedire l’accesso a vandali e bracconieri motorizzati o se resti valido il sistema efficace ed economico delle sbarre con lucchetti poste dall’ ex Ente Parco del Gigante. Nel Parco nazionale sono presenti siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale, ed è inserito nel programma Unesco Mab, il cui scopo principale è la promozione su base scientifica di un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Auspichiamo quindi che tutti i proclami e le buone intenzioni riguardanti la tutela della biodiversità e delle pratiche volte allo sviluppo sostenibile – conclude Corradini – non restino sulla carta e siano applicate seriamente». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google