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spaccio internazionale 

Eroina dal Pakistan, in cella la mente del traffico

Ambra Prati
Eroina dal Pakistan, in cella la mente del traffico

Per la Squadra Mobile il 36enne Shahzad Khuurram, domiciliato a Poviglio, gestiva la droga diretta nella Bassa reggiana

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L’eroina, pressata e ridotta ad una pellicola, veniva incollata all’interno delle valigie, in modo che al tatto sembrasse la consueta imbottitura. Un maxi traffico di droga che dal fermo del corriere - scoperto dalle unità cinofile dell’aeroporto di Malpensa con due borsoni “foderati” di droga - ha portato all’arresto della “mente” delle spedizioni via aereo, che faceva base a Reggio e riforniva la Bassa reggiana. Tutto parte dall’indagine durata mesi della Squadra Mobile di Reggio Emilia, che aveva sequestrato un carico di 18 chili e mezzo di eroina.

Una volta tagliata avrebbe fruttato sul mercato al minuto una cifra che sfiora i 300mila euro. L’inchiesta ha decapitato un traffico internazionale di sostanze stupefacenti gestito da pakistani che si rifornivano in madrepatria e portavano la droga verso la Bassa, smerciando eroina purissima nell’intera provincia.

L’indagine, coordinata dal pm Giulia Stignani, è partita il 5 novembre scorso, quando il carico nascosto dentro due grosse valigie non è sfuggito al fiuto dei cani antidroga di Malpensa, che hanno scoperto i chili di droga nonostante l’ingegnoso nascondiglio. Le valigie erano state imbarcate nella stiva da un 26enne pakistano, residente a Brescello, con in tasca il biglietto di andata e ritorno Milano-Islamabad. Il giovane, ritenuto un corriere, era stato arrestato in flagranza di reato e da allora è detenuto per l’importazione dell’ingente quantitativo di droga. A quel punto è scattata l’indagine della Mobile, che ha scandagliato la comunità pakistana e le conoscenze del corriere per risalire al mandante. Mercoledì scorso gli agenti della sezione antidroga avevano arrestato alla stazione Mediopadana un giovane pakistano di Poviglio che deteneva mezzo etto di eroina, uguale a quella sequestrata a Malpensa. La pista si è rivelata azzeccata, poiché nel corso di perquisizioni successive è stato rintracciato nel suo alloggio a Campegine un altro pakistano, Shahzad Khuurram, 36 anni.

Secondo gli investigatori sarebbe quest’ultimo il “regista” del traffico internazionale di stupefacente: colui che organizzava i viaggi, impartiva le direttive e teneva i contatti diretti con il fornitore in Pakistan. Giovedì scorso il 36enne è stato sottoposto a fermo per il reato di traffico internazionale di droga e condotto in carcere alla Pulce. Lunedì in tribunale a Reggio si è svolto l’interrogatorio di garanzia per il 36enne, difeso dall’avvocato Marco Fornaciari (sostituito da Giacomo Fornaciari); l’imputato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il pm Giacomo Forte ha chiesto la custodia cautelare e il Gip Luca Ramponi ha rinviato la conclusione percompetenza al tribunale di Busto Arsizio. —



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