Gestione dei social dietro la rottura tra vecchi e giovani dentro la Pro loco
Dopo la lettera pubblica di dimissioni, la replica del direttivo L’opinione del paese è divisa, ma in ballo ci sono i turisti
Brescello. Le dimissioni dei 12 volontari della Pro loco – tra cui due componenti del direttivo – è stata ufficializzata attraverso l’invio di una raccomandata all’associazione. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra nuova e vecchia guardia, la vicenda ha fatto molto discutere in paese, dove l’opinione pubblica è divisa.
LE DIMISSIONI
Intanto, in questi giorni le due parti non si sono più esposte. Lo strappo è stato importante, e pone importanti interrogativi sul futuro di una delle più importanti associazioni del paese, direttamente coinvolta nelle iniziative che nella bella stagione portano Brescello a popolarsi di turisti. Proprio per questo, l’auspicio generale è che la situazione possa presto appianarsi.
Sui social non sono stati alzati i toni: i due gruppi hanno continuato a interloquire per chiarire uno degli aspetti trattati nei rispettivi comunicati, e cioè la gestione della pagina Facebook dell’associazione. Su questo tema, il presidente Gabriele Carpi aveva sottolineato che «parte dei dimissionari, ha bloccato l’accesso alle pagine Pro loco Brescello e Museo di Peppone e Don Camillo, rendendole inutilizzabili e inaccessibili», mentre Francesco Montani – uno dei dimissionari – ha risposto che erano sì gestite da membri del consiglio (il vicepresidente Claudio Fava e Montani stesso in qualità di editor) ma che già prima delle dimissioni il presidente Carpi era stato nominato amministratore. Le dimissioni nella giornata di sabato, a rendere pubblica la polemica – che in paese serpeggiava già da un po’ - erano stati i dimissionari. «Abbiamo introdotto – spiegano - e quasi interamente gestito, come “nuovo” gruppo, nuovi eventi pensati da noi, ma soprattutto in uno di questi, “Don Camillo Peppone e il Mondo Piccolo”, ci abbiamo messo l’anima pensandolo e facendolo nascere da zero. Inizialmente sembrava ci fosse stata un’apertura (l’avvicendamento al timone dell’associazione). Ma poi, arrivati al dunque, quando c’è veramente da lasciare il passo alla generazione successiva, quando qualcuno si rende conto che noi avremmo avuto davvero pieni poteri, arrivano i dubbi, i “ma non avevamo capito così”, e si manifesta la reale intenzione di non mollare fino a quando non si sarà costretti. Siamo fieri di aver fatto un’altra cosa che nessuno aveva mai fatto negli ultimi decenni di Pro loco: non andarcene in silenzio».
LA REPLICA
I soci storici davanti alla presa di posizione dei giovani hanno immediatamente replicato, sottolineando le proprie ragioni. «L’affermazione in cui si dichiara che i rappresentanti più “anziani” del consiglio hanno mantenuto le cariche più importanti e la maggioranza del consiglio – replicano – è falsa. Lo statuto prevede la nomina di un vicepresidente, ma in realtà, proprio per dare la giusta importanza a voi nuovi iscritti, si è condiviso collegialmente di nominarne due: Claudio Fava, in rappresentanza dei più giovani e Franco Padova, in rappresentanza dei soci storici della Pro loco. Il consiglio direttivo, di cui voi avete chiesto le dimissioni, è stato democraticamente eletto dalla maggioranza dei soci, e ci sembra anche doveroso sottolineare che nel momento delle candidature alla carica di presidente nessuno di voi giovani si è presentato. Agli atti, risulta solo una candidatura: Gabriele Carpi».—
A.V.
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