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Legambiente boccia l’Emilia su traffico e qualità dell’aria

Luciano Salsi
Legambiente boccia l’Emilia su traffico e qualità dell’aria

L’associazione punta il dito sulle troppe deroghe concesse agli automobilisti «Bisogna aumentare le tariffe per la sosta: i ricavi destinati al trasporto pubblico»

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REGGIO EMILIA. L’aria che respiriamo continua ad essere pesantemente inquinata dalle polveri sottili d’inverno e dall’ozono d’estate.

Nelle prime tre settimane del 2019 la situazione appare ancora più preoccupante, benché la nostra città abbia perso il primato negativo detenuto l’anno scorso a livello regionale.

Legambiente trae argomento dai dati riportati nel suo “Dossier Mal’Aria 2019” per rilanciare la proposta di misure ancora più restrittive del traffico automobilistico, considerato il principale responsabile dell’inquinamento atmosferico.

L’associazione ambientalista auspica anche la «riqualificazione energetica dell’obsoleto patrimonio edilizio», ma questo obiettivo richiede costosi investimenti privati e pubblici, mentre si potrebbero inasprire subito le restrizioni previste dalla Regione per le città con più di 50mila abitanti, che suscitano malumori ma ammettono tante eccezioni da lasciare libera di circolare la maggior parte dei mezzi motorizzati.

Legambiente punta il dito anzitutto sulla deroga che consente la circolazione a chi accompagna gli alunni a scuola. A parere dell’associazione la si dovrebbe abolire subito, sfidando l’opposizione dei genitori.

Inoltre propone di copiare il modello inglese, ripreso a Milano, che impone il pedaggio, particolarmente elevato per i veicoli più inquinanti, per accedere alle zone centrali e a «più vaste zone a emissioni limitate».

L’uso delle auto private dovrebbe essere scoraggiato anche aumentando le tariffe per la sosta.

«I ricavi così ottenuti – precisa Legambiente – devono essere interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale e di forme sostenibili di mobilità». La sua strategia antiinquinamento prevede poi l’estensione delle zone 30, degli spazi verdi e della rete ciclabile, di cui a Reggio siamo già abbastanza dotati.

Diverso è il caso del trasporto pubblico, che da noi è cronicamente deficitario e di cui gli ambientalisti auspicano il potenziamento.

Infine, a loro avviso occorre ridurre a 100 chilometri orari il limite di velocità sulle autostrade in caso di emergenza smog. Legambiente si richiama agli accordi di Parigi finalizzati a contenere il riscaldamento globale provocato dai gas serra.

Anche a tale scopo sostiene la necessità di «diminuire drasticamente il tasso di motorizzazione (tra i più alti d’Europa)», «progettare le città per le persone anziché per le macchine» e limitare al 38%, entro il 2030, la quota massima degli spostamenti con mezzi privati nei comuni dell’Emilia-Romagna con più di 50mila abitanti.

Reggio, però, non vedrà in azione i “volontari per la natura” mobilitati a Ravenna, Parma, Bologna e Modena per monitorare l’inquinamento e i flussi di traffico. —

Luciano Salsi

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