Prorogati i progetti per ripopolare i torrenti con i pesci autoctoni
VENTASSO. Proseguirà fino al settembre 2020, con una proroga concessa dall’Ue, il progetto condotto con il Parco nazionale per ripopolare i torrenti appenninici di pesci autoctoni, in particolare i barbi. Il progetto Life Barbie è infatti sulla conservazione e la gestione dei barbi canini e plebei che vivono e si riproducono negli affluenti emiliani del Po, ora prorogato al 2020, come richiesto dai diversi partner che partecipano all’iniziativa cofinanziata dall’Unione. La proroga consentirà di raggiungere alcuni importanti obiettivi come lo svolgimento dei lavori di deframmentazione previsti sul fiume Enza e il ripopolamento degli ambienti fluviali che, già con il lavoro svolto, si è dimostrato efficace e positivo. Ne sono un esempio i numeri conseguiti: questa sperimentazione, raramente effettuata in precedenza in Italia, ha portato, nei 4 anni di progetto fin qui svolti, al rilascio di un totale di circa 40.000 barbi in una decina di siti. La proroga del progetto, che comporta una stagione riproduttiva aggiuntiva, permetterà di rilasciare in natura ulteriori esemplari di barbo canino, una delle specie ittiche maggiormente minacciate negli ambienti fluviali italiani. Per quanto riguarda gli interventi di deframmentazione sull’Enza, la proroga permetterà di realizzare 6 “passaggi per pesci” lungo un’asta fluviale di circa 20 chilometri, consentendo ai barbi di risalire fino ai tratti fluviali idonei alla riproduzione. Anche sul fronte della lotta alle specie “aliene” che competono con i barbi canini e plebei per l’habitat e le risorse si potrà beneficiare di questo tempo aggiuntivo. In 3 anni sono stati svolti diversi interventi di eradicazione sul Taro (Parma) su specie come pseudorasbora e persico sole. —
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