Si sposta dall’albergo e ora spaccia al bar
Nuovi guai per uno spacciatore marocchino di vent’anni I carabinieri lo scoprono mentre cerca di vendere cocaina
REGGIO EMILIA. Ha scelto la distesa di un bar in zona Santa Croce per consegnare la droga ai clienti, ma i trascorsi dello straniero hanno fatto sì che i carabinieri, nei quali si è imbattuto, abbiano subito scoperto la sua attività di pusher.
Con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti i carabinieri del Nucleo Operativo di Reggio Emilia hanno fatto scattare la manette ai polsi di Abdellatif Lehlali, 20enne marocchino domiciliato in città.
Lehlali è noto per essere stato controllato nei capannoni dismessi delle ex Reggiane, che occupava insieme ad altri soggetti.
Spostatosi in una stanza d’albergo in zona stazione, lì il 12 dicembre scorso era stato pizzicato e arrestato dall’Arma con una cinquantina di dosi di cocaina.
Dopo quell’episodio, il giovane deve aver pensato che l’hotel, per quanto confortevole, non fosse una location sicura per gli affari: meglio concludere le compravendite in luoghi pubblici, spostando al base delllo spaccio nella distesa di un bar. Quando, lunedì pomeriggio, i militari hanno incrociato la “vecchia conoscenza” mentre pedalava in bicicletta nel quartiere di Santa Croce, hanno pensato bene di tenerlo d’occhio.
Dopo un breve tragitto il ciclista si è fermato, è sceso dalla sella e si è seduto al tavolino della distesa di un bar, dove è stato raggiunto poco dopo da uno sconosciuto che gli si è seduto accanto, ricevendo dal ventenne un involucro.
A questo punto i carabinieri sono intervenuti bloccando i due: l’acquirente era un 26enne marocchino senza fissa dimora, che alla vista dell’Arma ha gettato l’involucro per terra, nel tentativo di disfarsene.
All’interno del sacchetto, recuperato dai militari, c’erano sette dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa quattro grammi.
La successiva perquisizione personale di Lehlali ha fatto saltare fuori altre dieci dosi di polvere bianca, che il ventenne nascondeva nelle mutande per ovvi motivi di precauzione, mentre in seguito nella sua abitazione è stato rinvenuto un bilancino di precisione.
La droga e il materiale per il confezionamento delle dosi da vendere, insieme ai telefoni cellulari del ventenne, sono stati posti sotto sequestro, mentre il detenuto potrebbe comparire già oggi in tribunale per il rito direttissimo. —
Am.P.
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