Tentato omicidio perizia su Lombardo
REGGIO EMILIA. Sarà Marco Lagazzi di Milano il perito che dovrà valutare la lucidità di Vito Lombardo quando - poco dopo l’operazione - indicò in Gino Renato l’uomo che premette il grilletto contro di lui. Un tentato omicidio avvenuto il 23 novembre 2010, a Coviolo, quando l’imprenditore edile fu vittima del grave episodio terminato poi con la condanna in primo grado a 12 anni e 2 mesi di Gino Renato, che è poi ricorso in appello. Il processo di secondo grado a Bologna ha visto ieri il conferimento dell’incarico per la perizia psichiatrica sulla vittima, per accertarne la lucidità nel momento in cui diede ai carabinieri la sua versione dell’accaduto e facendo il nome di chi gli aveva sparato. Un riconoscimento sul quale è stata incardinata l’accusa a Renato. La perizia l’ha disposta la terza sezione penale della Corte di Appello, presidente Donatella Santini, nel processo di secondo grado a Renato, oggi 74enne accusato del tentato omicidio a colpi di pistola di Vito Lombardo, oggi 70enne. La Corte, prima di disporre la perizia, aveva chiesto alle parti un parere sulla possibilità di far svolgere l’esame. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Valter Giovannini, aveva dato una valutazione negativa, sottolineando come negli atti siano già presenti gli elementi per decidere.
Stessa posizione è stata espressa dalla parte civile, mentre la difesa ha appoggiato la proposta dei giudici, ritenendo utile l’approfondimento, come ribadito dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, difensore di Renato insieme all’avvocato Luigi Colacino del foro di Crotone. —
E.L.T.
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