Gazzetta di Reggio

Reggio

indagine fra reggio e cremona 

Tre euro l’ora ai migranti Arrestati per caporalato

Am.P.

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Raccoglievano gli indumenti usati sotto le spoglie di presunte associazioni benefiche, affiggendo foglietti che indicavano il giorno della raccolta porta a porta; e quando il sindaco di Soresina (Cremona), insospettito, aveva vietato tali raccolte a domicilio sospette, i malviventi avevano installato un contenitore fisso nel parcheggio di un supermercato.

Dietro a queste presunte donazioni di vestiti usati a famiglie bisognose si nascondeva in realtà un’organizzazione senza scrupoli che, tramite il caporalato e lo sfruttamento di extracomunitari addetti alla raccolta e allo stoccaggio dei capi, inviava la merce in container via nave dal porto di Genova alla Tunisia, facendo affari d’oro.

“Stracci d’oro” è stata ribattezzata l’operazione eseguita dalla Squadra Mobile di Cremona, che coinvolge anche la nostra provincia perché uno dei quattro magazzini di smistamento (oltre alle province di Cremona, Como e Bergamo) si trovava a Borzano di Albinea.

L’INCHIESTA

L’indagine è partita a Cremona nell’aprile del 2018 quando, a causa di un incidente stradale, erano morti due migranti, ammassati con altri a bordo di un camion.

Dalle testimonianze era emerso che il furgone apparteneva ad alcuni caporali che reclutavano i richiedenti asilo all’alba facendoli lavorare nella raccolta di indumenti usati. Grazie ad intercettazioni telefoniche, la polizia ha scoperto che un gruppo di nordafricani (più un italiano) aveva allestito un business redditizio.

IL SISTEMA

Le vittime dello sfruttamento erano pagate 3 euro all’ora e costretti a lavorare in condizioni igieniche precarie e senza misure di sicurezza, occupati a spostare montagne di capi sporchi all’interno dei capannoni. Gli indumenti erano acquistati a 0,30 centesimi a chilo per poi essere rivenduti sui mercati del Nord Africa ad un prezzo 30-40 volte superiore, garantendo al sodalizio un guadagno di circa 150mila euro per ogni container, spedito in media due volte a settimana.

IL BLITZ

Ora, a conclusione dell’indagine, sono scattate misure cautelari nei confronti di sette persone accusate di associazione a delinquere finalizzata al caporalato: tre persone sono in carcere (due fratelli marocchini di 42 e 46 anni e il 36enne tunisino considerato il “capo” dell’organizzazione); è agli arresti domiciliari un napoletano di 61 anni residente in provincia di Varese; altri tre sono sottoposti all’obbligo di dimora (applicato in realtà soltanto a un marocchino 34enne residente nel lodigiano, visto che altri due suoi connazionali di 40 e 43 anni sono irreperibili). —

Am.P.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google