Vaccari candidato del Pd Dopo i dubbi, è arrivato l’ok
Il direttivo del partito ha confermato la fiducia alla squadra del sindaco uscente Per il congresso nazionale Martina conquista 42 voti, Zingaretti si ferma a 31
CASALGRANDE. Confermato: è il sindaco uscente Alberto Vaccari il candidato sindaco del Pd a Casalgrande.
LA DECISIONE
La decisione, già nell’aria dalla scorsa settimana dopo un periodo di turbolenze, è stata ratificata lunedì sera dall’assemblea degli iscritti, chiamati in contemporanea a votare le varie mozioni per la segreteria nazionale del Partito Democratico. Nella sala espositiva “Incontro”, a fianco del teatro casalgrandese, si sono ritrovati 88 militanti, che hanno votato i candidati e discusso delle prossime elezioni amministrative locali.
Nel fine settimana, il direttivo del Pd aveva trovato la quadra attorno al nome di Vaccari e lunedì la decisione è stata presentata all’assemblea. «Il primo dato da cui partire è il riconoscimento del lavoro svolto in questi quattro anni e mezzo dall’attuale squadra, ci è stato riconosciuto e da qui riprendiamo la marcia per continuare nello sviluppo del nostro territorio, con tanta attenzione al dialogo», commenta ora il primo cittadino.
ESCLUSE LE PRIMARIE
A questa decisione nel nome della continuità si è arrivati dopo mesi non privi di incertezze e tensioni. In autunno Vaccari aveva ribadito la volontà di ripresentarsi per proseguire il lavoro iniziato nel 2014, successivamente sono state valutate anche altre opzioni, senza escludere neppure la possibilità di giungere alle primarie, sempre consentite dal regolamento Pd, ma pur sempre rischiose, per gli strascichi che inevitabilmente portano dietro. La scorsa settimana, poi, la lista “Cambia Casalgrande” aveva raccontato che il Pd, in una discussione su una possibile alleanza elettorale, avrebbe messo sul piatto anche l’ipotesi di cambiare il candidato sindaco, in cambio di un accordo. Parole che ovviamente hanno messo in fermento il centro-sinistra casalgrandese, aprendo suggestioni e scenari. Alla fine, tutto è rientrato, Vaccari è il candidato del Pd, confermato senza primarie né altri discorsi. Resta da vedere ovviamente quanto questo cammino, piuttosto travagliato, possa incidere sul futuro e sulla compattezza del partito, oltretutto in uno dei grandi simboli del Pd emiliano, Casalgrande, sede della storica festa di Villalunga. Il quadro è delicato per questioni tecniche e nazionali.
Il Pd vive un momento difficile anche nel comprensorio ceramico; alle ultime elezioni politiche, i risultati raccontano di qualche cedimento. E Casalgrande è uno dei quattro Comuni reggiani in cui è possibile andare al ballottaggio, visto che al censimento 2011 superava i 15mila abitanti. Per diventare sindaco, un candidato deve ottenere il 50% più uno delle preferenze al primo turno, altrimenti si passa al ballottaggio fra i due candidati più votati. Con un solo turno, il Pd era nettamente favorito, grazie allo zoccolo duro consolidato. Con il ballottaggio, rimane senza dubbio il primo concorrente ma i rischi aumentano, come visto in tante altre città rosse emiliane e non cadute proprio al secondo turno, quando tutte le altre forze si sono coalizzate contro il Pd.
NAZIONALE
A proposito di livello nazionale, Casalgrande ha deciso anche i propri rappresentanti per le varie mozioni congressuali. Maurizio Martina ha ottenuto 42 voti, Nicola Zingaretti 31 voti, Roberto Giachetti 10 voti e Dario Corallo 3 voti. Nessuna preferenza per Maria Saladino e Francesco Boccia. —
Adriano Arati
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