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Convocazione bis al ministero per il sindaco Bini e le Cicogne

Convocazione bis al ministero per il sindaco Bini e le Cicogne

Lo ha annunciato il primo cittadino: «Riaffermeremo il ruolo dell’ospedale» L’incontro è fissato per il 29. Vassallo: «La questione è più viva che mai»

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Castelnovo Monti. L’attesa notizia è stata data dal sindaco, Enrico Bini, e dalla rappresentante del comitato “Salviamo le cicogne”, Nadia Vassallo, nel corso della presentazione del calendario del progetto “Nautilus”: il 29 ci sarà un duplice incontro a Roma, al ministero della Salute.

«Martedì prossimo sarò dal ministro che mi ha convocato – ha spiegato Bini – su richiesta che avevo inoltrato mesi fa, e lo stesso giorno sono state convocate anche le Cicogne, in un secondo incontro. Tutti riaffermeremo il ruolo cruciale dell’ospedale e l’importanza che avrebbe la riapertura del Punto nascite, ovviamente in piena sicurezza. Quella della tenuta e il rilancio dei servizi resta la nostra grande sfida, di tutti, senza divisioni».

Un’attesa piuttosto lunga, in particolare per le Cicogne, che a Roma sono state convocate il 20 dicembre scorso. Erano convinte di parlare con rappresentanti del ministero della Sanità ma hanno invece avuto un confronto due con la deputata 5 stelle che a loro volta avevano raccolto le indicazioni ministeriali. Un “premio di consolazione” che alle “Cicogne” non è bastato. Ora una nuova opportunità. In attesa di un vertice romano, resta in attesa anche la Regione che dopo il “faccia a faccia” con il comitato, i primi di gennaio, ha avanzato la richiesta.

Si vedrà presto come andrà a finire tra la Regione che chiede un tavolo sui punti nascita al ministero; il ministero che replica che la Regone ha potere di riaprire da sola. In mezzo i comitati, il cui scopo è di garantire il ripristino dei servizi eliminati in montagna.

Ed è stata proprio Nadia Vassallo delle Cicogne a ribadirne l’importanza. «Sostenere l’ospedale è sostenere caparbiamente la volontà di vivere in montagna. Anche “Salviamo le Cicogne” – ha affermato – si batte dall’inizio per la difesa dell’ospedale e lo fa difendendo con le unghie e con i denti il diritto a nascere in montagna, il diritto delle popolazioni ad essere assistite al parto in questo territorio vasto e difficile da percorrere, soprattutto in questa stagione, esteso ben 800 chilometri quadrati». «Chi pensava di aver chiuso la questione celebrando un funerale con mestizia si è sbagliato – ha concluso – essa è più viva che mai e mai come oggi si stanno muovendo tutti. Confidiamo che presto ritorni a vivere il Punto nascita». —

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