Gazzetta di Reggio

Reggio

Non possiamo finire fra chi sapeva e non ha fatto nulla

Andrea Capelli *

Il capogruppo del Pd dopo il messaggio del vescovo sul dramma dei migranti 

3 MINUTI DI LETTURA





L’INTERVENTO

Andrea Capelli *

Anche noi siamo quelli che sapevano e non hanno fatto nulla? È molto importante leggere l’appello e le riflessioni del vescovo Camisasca dopo la presentazione del uso ultimo libro. Una riflessione che non può che portare ad una netta presa di posizione perché ci mette davanti a fatti storici che non possiamo più fare finta di ignorare. In molte occasioni infatti la storia ha guardato al passato e ha analizzato il comportamento di intere comunità addossando una colpa: “Sapevano e non hanno fatto nulla”. Così si è detto dei sovrani, degli stati e dei finanziatori spedizionieri quando sapevano dell’eccidio che stavano commettendo i conquistadores nel nuovo mondo, e non hanno fatto nulla per fermarlo. Molte volte si è sentito accusare l’intero popolo tedesco o anche gli stati alleati che sapevano cosa stesse succedendo ad Auschwitz e negli altri lager ma non hanno fatto nulla per molto tempo prima di intervenire in guerra.

Ecco quindi che l’appello del Vescovo non solo ci invita a riflettere ma ci mette ancora di più di fronte alle nostre responsabilità che sono prima di tutto politiche. Da tempo portiamo nel nostro piccolo consiglio comunale all’attenzione del dibattito pubblico i temi internazionali delle migrazioni e dei diritti umani, anche lunedì scorso si è parlato molto in questo senso eppure ancora il dibattito fatica a maturare in quanto a consapevolezza e responsabilità. Anche la politica locale dovrebbe capire che questi temi c’entrano e toccano anche la vitta di una città come Reggio, nel momento in cui si dà (o eventualmente non si dà a seconda della parte politica) valore ad operazioni come il gemellaggio con Beit-Jala in Palestina, o al lavoro della Fondazione E-35 e della fondazione Mondinsime, o all’adesione alla manifestazione di Verità per Giulio Regeni, o ancora al valore di azioni di inclusione e integrazione come lo spazio giovani di ViaCassoli1 e all’importanza di sostenere i progetti di accoglienza e di non sdegnarsi di fronte all’aumentare dei numeri dietro cui ci sono prima di tutto persone. Ma è importante quindi anche discutere di vicende nazionali come il sequestro delle persone a bordo della nave Diciotti senza alcun ordine formale ma solo con decisioni annunciate sui social.

Certo in passato non vi erano mezzi di informazione di massa così capillari e veloci, e regimi ben organizzati di propaganda e controinformazione, ma anche oggi non possiamo negare che la velocità e la diffusione capillare delle notizie sia un’arma a doppio taglio che ha portato oltre al diffondersi delle news anche al dilagare delle fake-news. Ma anche se il paradigma dell’informazione è mutato, la storia forse non cambierà il proprio giudizio e guardandosi indietro giudicherà anche noi tutti e rispetto alle centinaia e centinaia e migliaia e migliaia di morti nel mediterraneo come fenomeno non occasionale e la sentenza non potrà essere più clemente. Se neghiamo l’importanza di questi temi, nel nostro piccolo anche noi verremo giudicati come quelli che sapevano e non hanno fatto nulla. —

* Capogruppo Pd

in consiglio comunale



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google