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Tutta l’Emilia esulta per la scelta «Sarà lui il migliore segretario»

L.S.
Tutta l’Emilia esulta per la scelta «Sarà lui il migliore segretario»

Gianni Rinaldini, Gianni Scaltriti e Alberto Monti parlano all’unisono Di Landini sottolineano la vitalità, la trasparenza e la perseveranza 

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Il commento

Il reggiano Gianni Rinaldini, che è stato segretario generale della Fiom dal 2002 al 2010, ha seguito da vicino la crescita e l'affermazione di Maurizio Landini. «L'ho conosciuto – ricorda Rinaldini – quando lui era delegato della Ceti. Era un giovane impegnato, un protagonista delle assemblee operaie, capace di essere vissuto dai lavoratori come uno di loro. Negli anni Ottanta la Fiom era segnata dalla sconfitta subita alla Fiat, ma Landini interpretava la vitalità di un sindacato capace di risollevarsi, che negli anni Novanta si rapportò in maniera dialettica con la stessa Cgil. Nelle giornate di Genova del 2001 eravamo insieme a contestare il G8, mentre la Cgil non aveva promosso la protesta. Landini ha saputo guidare l’aspro confronto con la Fiat di Marchionne. È sempre stato così: un contrattualista fermo e capace di un rapporto non subalterno. Sapeva parlare con tutti e improntare i rapporti, anche personali, a criteri di trasparenza. La stampa ha immaginato che volesse scendere in politica. In realtà la sua proposta di una coalizione sociale è stata fraintesa. Lui ha sempre lavorato allo scopo di estendere i rapporti del sindacato a esponenti della società civile come don Ciotti, Gino Strada e Gustavo Zagrebelski, ma non voleva fondare un partito. Ha guidato a lungo l'opposizione alla Camusso, ma poi ha trovato consensi la sua linea di autonomia dai partiti quando tutta la Cgil s'è opposta alle scelte del Pd su articolo 18 e riforma costituzionale». Un altro reggiano, Gianni Scaltriti, era responsabile dell'organizzazione quando Landini era segretario regionale della Fiom: «Anch'io – dice – l'ho conosciuto quando era delegato della Ceti. Era una potenza. Giocava al pallone. Non si tirava mai indietro e dava sempre il massimo». Alberto Monti, che viene dalla segreteria regionale della Fiom, è entusiasta della sua elezione: «Sarà – afferma – il migliore segretario generale della Cgil. È un militante che fa ciò che dice e dice ciò che pensa. È molto attento alle condizioni dei lavoratori. Ho avuto il privilegio di condividere con lui tante esperienze di lotta. È il segretario che tutti i lavoratori e i pensionati vogliono». —

L.S.

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