Gazzetta di Reggio

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Va ancora deserta l’asta per le Fiere Il valore dei capannoni scende ancora

Roberto Fontanili
Va ancora deserta l’asta per le Fiere Il valore dei capannoni scende ancora

Ulteriore ribasso del 13% con gli immobili in liquidazione valutati ora 9,1 milioni: la nuova procedura si terrà il 27 febbraio

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Ancora una fumata nera per l’asta pubblica per la cessione dei capannoni dell’ente Fiere di Mancasale. Anche ieri alle 14 non c’è stata nessuna busta da aprire e al commissario giudiziario, l’avvocato Tiziana Volta, non è rimasto che fissare un nuovo ribasso e una nuova asta per il 27 febbraio.

nuova asta

La base a quella data sarà di 9.187.200 euro rispetto ai 10,5 milioni di quella andata deserta ieri (e cioè con un ribasso di quasi 1,5 milioni di euro, il 13%). Restano invece invariate le modalità per partecipare rispetto alle due precedenti gare. Sul sito dell’Istituto vendite giudiziarie già da oggi, ha assicurato l’avvocato Volta, gli interessati potranno trovare tutte le indicazioni e le modalità di partecipazione.

gara al ribasso

Ma non è tanto questo il problema. La sensazione che già si avvertiva nei giorni precedenti era quella che nonostante il forte ribasso rispetto alla perizia iniziale (che stimava in 22 milioni il valore degli immobili dell’ente Fiere) e al valore della prima asta andata deserta ad un prezzo base di 13,2 milioni, anche l’ulteriore ribasso a 10,5 milioni non abbia solleticato l’appetito degli investitori. La legge per le aste pubbliche prevede che il commissario liquidatore possa indire consecutivamente fino a quattro aste applicando di volta in volta un ribasso massimo del 25%, fermo restando che lo stesso commissario può decidere ribassi inferiori nel caso valuti che il prezzo del bene possa risultare troppo svalutato, così come deve tenere conto della necessità di soddisfare il più possibile i creditori.

gli interessati

Ad oggi l’unica offerta (peraltro mai ufficializzata in una proposta irrevocabile d’acquisto) è stata quella di 6,6 milioni di euro che era arrivata da una cordata italo-asiatica, nel frattempo evaporata. Quella cifra allora non venne giudicata soddisfacente dal comitato dei creditori. Ancora una volta (come anticipato ieri) è rimasta alla finestra anche la società Terminal One che in più di un’occasione aveva sollecitato l’apertura di un’asta.

La società a cui partecipano una decina di imprenditori reggiani, ai quali si aggiungono alcuni industriali modenesi e di altre province, non ha mai nascosto il suo interesse per l’area e gli immobili di via Filangieri e la conferma è venuta anche dal rinnovo del contratto di affitto per la gestione dei padiglioni, in vigore fino al 31 gennaio sulla base di un canone annuo di 105mila euro.

L’impressione è che chi è interessato, si farà avanti all’ultimo per spuntare il miglior prezzo possibile. —



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