Gazzetta di Reggio

Reggio

L’UDIENZA 

Condannato a otto mesi per le minacce alla ex moglie

Ambra Prati

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È stato condannato in rito abbreviato a 8 mesi e 10 giorni e, dopo aver passato gli ultimi quattro mesi dietro le sbarre, ora è libero, con una doppia misura cautelare più blanda, il marito marocchino di 47 anni che aveva inseguito la moglie fino all’interno della questura, minacciando di sfregiarla con l’acido.

La confessione dell’uomo, lo sconto di un terzo della pena assicurato dall’abbreviato e soprattutto il fatto che l’acido non sia mai stato trovato (si trattava di una minaccia, ricompresa negli atti persecutori) hanno reso più mite la condanna, visto che per il solo reato di stalking (l’altro addebito erano le lesioni personali) l’imputato rischiava fino a cinque anni di carcere.

La vicenda risale al 27 settembre scorso, quando il 47enne, che non accettava la separazione dalla moglie 44enne, continuava ad appostarsi sotto casa della donna. La situazione era conosciuta alla polizia, visto che la vittima aveva già presentato più di una denuncia, ma la situazione era precipitata quando il marito si era presentato sul luogo di lavoro di lei, insultandola e minacciandola di sfregiarle il viso con l’acido. Il giorno dopo lo stalker aveva seguito in bicicletta la donna mentre, impaurita, si stava recando in questura a sporgere un’ulteriore denuncia: lì il ciclista era stato arrestato da un corpulento poliziotto. Il 29 settembre, in sede di convalida, l’imputato si era avvalso della facoltà di non rispondere e da allora era detenuto alla Pulce. Ieri la sentenza che ha posto fine al procedimento. Il 47enne ha presenziato all’udienza preliminare: ha ammesso le sue responsabilità, tentando di giustificare le sue azioni con i rapporti tesissimi da anni con la consorte (che, a suo dire, non gli consegnava dei documenti per lui indispensabili) e ha chiesto scusa.

L’avvocato difensore Matteo Marchesini ha sostenuto la necessità di riconsiderare bene i fatti, sostenendo che lo stalking è stato ridotto a pochi episodi («non tutti quelli contestati trovano riscontro nelle carte processuali») e ha proposto il minimo della pena con la concessione delle attenuanti generiche, a fronte del pm Iacopo Berardi (in sostituzione del pm Valentina Salvi) che ha chiesto una condanna a 2 anni e 10 mesi.

La tesi difensiva e il richiamo al buon comportamento processuale dell’imputato è stata accolta in pieno dal Gip Giovanni Ghini, che ha accolto la richiesta del difensore dell’attenuazione della custodia cautelare, che sarà sostituita dal divieto di avvicinamento all’ex moglie e dall’obbligo di firma quotidiano in via Dante. Il 47enne dopo la scarcerazione potrà tornare al suo lavoro in un autolavaggio. —



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