Gazzetta di Reggio

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Lotta ai Tumori 

«Cure sempre più precise rispetto al profilo del paziente»

Roberto Fontanili
«Cure sempre più precise rispetto al profilo del paziente»

Affidato ad Alessia Ciarrocci, ricercatrice al Santa Maria, un nuovo progetto «I finanziamenti dell’Airc sono essenziali e farò di tutto per utilizzarli al meglio»

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La ricercatrice Alessia Ciarrocchi, reggiana di adozione, è un concentrato, anzi una “spremuta” – visto che parliamo di una ricercatrice a cui sono destinati una parte di fondi che l’Airc raccoglie grazie alle Arance della salute, che domani saranno vendute in molte piazze reggiane – di entusiasmo, passione, orgoglio e consapevolezza. «La strada è ancora lunga – premette – la ricerca è una strada irta e costellata di errori, ma al tempo stesso l’unica che può portare a migliorare le cure aumentando le conoscenze».

Il progetto

Ed è a lei, ricercatrice indipendente al Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, che si è affidata ancora l’Airc, rinnovando una collaborazione in essere dal 2010 con il finanziamento di un terzo progetto di ricerca dopo quelli del 2010 e del 2015.

«Un progetto – ci spiega – che servirà per capire, in particolare nei tumori della tiroide e della mammella come funziona il nostro genoma con l’intento di aumentare le conoscenze a disposizione su queste patologie e sviluppare test molecolari che ci aiutino a trattare meglio ciascun paziente». In sintesi l’obiettivo di Alessia Ciarrocchi è quello di individuare «una cura sempre più precisa rispetto al profilo del paziente».

La ricercatrice, nata nel 1975 a Cupramarittima, in provincia di Ascoli Piceno è arrivata nel nostro ospedale nel 2008 dopo una laurea e un Dottorato all’Università di Bologna e un’esperienza triennale al Memorial Sloan Kettering di New York. Nel 2007 è rientrata in Italia assieme al marito Davide che oggi è professore di Biologia Molecolare all’Università di Bologna e alla figlia Aurora, per stabilirsi a Reggio. Nel 2008 nasce Micol, la sua seconda figlia, ma non per questo interrompe il suo lavoro. Anzi.

ResponsaBILITÀ

«Averli al mio fianco – dice Alessia Ciarrocchi – mi ha dato serenità e maturità e ho cambiato molto il mio modo di lavorare che si è fatto più pratico e concreto».

E dalla concretezza che ne contraddistingue il carattere e il lavoro siamo partiti per chiederle quanto nella sua attività avverte il peso della responsabilità che i malati di tumore e l’Airc stessa le affidano. «Certamente. Avverto due pesi – risponde –. Da un lato una sorta di ansia da prestazione e il timore di non essere all’altezza delle aspettative. Dall’altro la responsabilità di utilizzare al meglio le risorse che l’Airc mette a disposizione e ripagare la fiducia di chi contribuisce con la propria offerta. La cosa fondamentale è fare il meglio di quello che è possibile fare».

Finanziamento

Veniamo all’ultimo progetto di ricerca che arriva dopo un lungo percorso. «Airc – sottolinea Ciarrocchi – è estremamente attenta ai giovani ricercatori e il finanziamento My First Airc grant del 2010 per me ha rappresentato una svolta. Il sostegno economico di Airc mi ha consentito di mettere in piedi un gruppo di ricerca che sta lavorando a diversi progetti oncologici. Quello che partirà quest’anno servirà a comprendere come i cambiamenti della sequenza, della struttura e dello stato funzionale del genoma influenzino lo sviluppo e la progressione dei tumori». —



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