Scintille all’assemblea pubblica su mafie e processo Aemilia
Storchi prende le distanze da chi vede una continuità amministrativa col passato I giornalisti Ponzi e Morselli: «Politici e cittadini hanno fatto finta di non vedere»
BRESCELLO. Il processo Aemilia e lo sviluppo delle mafie in terra emiliana sono stati al centro della serata di mercoledì in sala Prampolini a Brescello. Il tema è stato dibattuto dal sindaco Elena Benassi, dal vicesindaco con delega alla legalità Stefano Storchi e dai giornalisti Luca Ponzi e Stefano Morselli.
Nel corso della serata è stato fornito un quadro preciso del processo che ha monopolizzato le cronache degli ultimi mesi e di come, negli anni, la provincia di Reggio Emilia abbia subìto la progressiva influenza della criminalità organizzata.
Gli amministratori brescellesi hanno sottolineato l’intenzione di voler analizzare a fondo le ragioni che a livello locale hanno portato al verificarsi di certi fenomeni anche nei nostri territori, ricordando gli scopi e gli obiettivi per i quali è stata creata la Commissione per la legalità, di cui fanno parte diverse realtà. Diversi sono stati gli spunti offerti dai giornalisti.
Ponzi non ha mancato di sottolineare le responsabilità della collettività, e che la ‘ndrangheta è arrivata qui «per fare in grande ciò che già si faceva in piccolo». Senza dimenticare le responsabilità politiche: «Molti – ha aggiunto – hanno fatto finta di non vedere e non sapere fino a quando non sono stati obbligati».
Dal canto proprio, Morselli ha ricordato ai presenti le interviste nelle quali i cittadini di Brescello negavano o sminuivano la presenza della mafia: «È sbagliato stare nel mezzo – ha ribadito – bisogna prendere posizione. Se c’è un mafioso, il problema non è solo dello Stato, ma della comunità. Vanno messe in atto buone pratiche per isolare certi soggetti; ognuno deve fare la propria parte».
Al termine degli interventi dei relatori la parola è passata al pubblico. Particolarmente “intenso” è stato l’intervento di Erminio Bertoli, uno degli storici personaggi di Brescello, che non ha mancato di puntare il dito sul tema della continuità con il passato dell’attuale amministrazione comunale, aspetto sul quale il vicesindaco Storchi ha preso le distanze ribadendo l’intenzione degli attuali amministratori di voler girare pagina. Parola anche all’ex segretario dei Ds Gilberto Gasparini, che ha ripercorso con aneddoti personali gli anni nei quali il fenomeno malavitoso ha iniziato a espandersi, mentre il presidente dell’Anpi provinciale Ermete Fiaccadori ha espresso soddisfazione per un incontro che ha definito «senza rete». Ancora in via di definizione – è stato spiegato nel finale – il destino della casa di Francesco Grande Aracri: la famiglia vive ancora lì, per rendere operativo lo sgombero dell’abitazione dopo la confisca, mancano ancora alcuni passaggi, con la procedura nelle mani dell’Agenzia nazionale beni confiscati. —
A.V.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
