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C’è chi nega la Shoah In un video meccanismi e tecniche

Matteo Manfredini

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La Gazzetta online propone il video “A Latere”, composto da interviste sul fenomeno del negazionismo dell’Olocausto in Italia e in Europa. Ce lo racconta chi lo ha ideato e diretto.





Nel mondo della post-verità, dei social network e della riduzione dei “fatti” a semplice conflitto di “opinioni”, la storia e il suo uso pubblico vivono un’epoca di grande difficoltà. Nonostante la loro insussistenza scientifica, le tesi negazioniste continuano a esercitare grande fascino e pericolosa attrazione, nutrendosi di elementi tipici delle teorie del complotto o della cospirazione ebraica. Ho descritto meccanismi e tecniche, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto l’Olocausto e di chi ha studiato il fenomeno negazionista. Malgrado le interviste risalgano al 2013, la questione ha assunto in questi anni un rilievo ancor più urgente e drammatico. Ho realizzato questo documentario con la speranza che la divulgazione aumenti la consapevolezza anche nella cittadinanza più distratta. Riprese: Matteo Manfredini e Niki Lugli. Montaggio e post produzione: Francesco Baiocchi e Niki Lugli. Tecnico del suono: Niki Lugli. Musica: Niki Lugli. Riprese: Milano, Torino e Museo Memoriale di Auschwitz-Birkenau. Intervistati: Liliana Segre, sopravvissuta Auschwitz-Birkenau, senatrice a vita; Valentina Pisanty docente di semiotica Università di Bergamo; Claudio Vercelli storico, autore del volume “Il Negazionismo: storia di una menzogna”; Stefano Gatti, ricercatore Osservatorio Antisemitismo, CDEC. —





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