Gazzetta di Reggio

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NOVELLARA 

È morto Ariosi, decano della Gazzetta

Mauro Grasselli

Collaborava con il giornale dagli anni Ottanta. Ex insegnante, assessore e storico, è stato autore di numerose pubblicazioni

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Se n’è andato in punta di piedi, come fa chi non vuole “disturbare”, e nemmeno avere l’attenzione di chi lo conosceva da molti anni. Tantomeno in un momento come questo.

Vittorio Ariosi – collaboratore della Gazzetta di Reggio dalla seconda metà degli anni Ottanta; autore di moltissimi volumi, tanti dei quali diventati libri di testo nelle scuole di tutta Italia; già insegnante di elettrotecnica al Bus; prima consigliere comunale e poi assessore alla Cultura del Comune di Novellara per due legislature – ci ha lasciati ieri mattina.

Aveva presentato il suo ultimo libro, “Segni dell’arte e del tempo a Novellara”, l’8 dicembre scorso nel suo paese. Aveva scoperto la malattia che lo ha portato alla morte appena un mese fa. I sintomi, le visite, il ricovero in ospedale a Guastalla il 23 dicembre. L’intervento chirurgico per far fronte a quella malattia scoperta in una fase precoce. E questo, all’inizio, ha dato speranze. Ma tre giorni dopo Vittorio ha dovuto essere sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico. Due anestesie totali molto ravvicinate, ma superate bene da chi è, come sempre, una roccia. Una persona razionale e positiva. Una persona che non vuole mollare.

Il decano dei nostri collaboratori, seppure in età avanzata – l’età, Vittorio, non aveva piacere di farla sapere, e rispettiamo il suo desiderio – era una macchina puntuale: articoli sfornati a cadenza regolare, su Novellara e sulla Bassa reggiana. L’ultimo articolo lo ha inviato il 19 dicembre scorso e riguardava la favola natalizia “Christmas Show Parade”, messo in scena il 23 dicembre in piazza Unità d’Italia.

Poi le feste. E l’insolita assenza di articoli “freschi”. Una telefonata all’inizio dell’anno nuovo e la sua risposta con la consueta voce pacata, puntuale e rassicurante di chi – qualunque sia l’argomeno – le vicende della Bassa le conosce tutte, così come tutti i protagonisti passati e presenti della vita locale. «Mi hanno fatto un piccolo intervento, ma ora sto meglio». Come dire: tranquilli ragazzi, presto rientro.

Pochi giorni fa un’altra telefonata. Questa volta risponde la figlia Paola. Ed ecco il quadro clinico meno tranquillizzante; la malattia precoce, sì, ma anche le complicazioni subentrate dopo gli interventi chirurgici. Poi l’aggravamento progressivo e la decisione, a metà settimana, di lasciare l’ospedale per tornare a casa. Il tutto, con grande discrezione. Senza “disturbare”, appunto.

Oltre alla figlia Paola, Vittorio lascia due fratelli. Il funerale si svolgerà in forma privata. Alla figlia e ai fratelli di Vittorio vanno le condoglianze di tutta la redazione della Gazzetta di Reggio, ed anche dei colleghi ora in pensione che con lui hanno condiviso un lungo percorso giornalistico. —



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