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In Emilia Romagna è allarme reati sessuali e furti

In Emilia Romagna è allarme reati sessuali e furti

È il quadro tratteggiato dalle relazioni del presidente della Corte d'Appello di Bologna, Giuseppe Colonna, e dal procuratore generale Ignazio De Francisci. Spunta l'idea di ristrutturare l'aula bunker della Dozza, per celebrare l'appello del maxi-processo di 'Ndrangheta Aemilia

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REGGIO EMILIA. Aumentano in maniera «ragguardevole» violenze sessuali e stalking, quest'ultimo con cifre preoccupanti. La criminalità digitale è in forte crescita e un boom (+102,5%) si registra nei furti in abitazione, che oramai sono diventati «una vera emergenza sociale». Crescono i procedimenti per il riconoscimento della protezione internazionale, che gravano pesantemente sul Tribunale di Bologna, ma soprattutto preoccupa l'universo criminale minorile caratterizzato da «assenza di inibizione, indifferenza rispetto alle sofferenze inflitte, distacco emotivo e difficoltà di cogliere il disvalore di gesti lesivi».
 
È questo il quadro che emerge in Emilia-Romagna, tratteggiato dalle relazioni del presidente della Corte d'Appello di Bologna, Giuseppe Colonna, e dal procuratore generale Ignazio De Francisci, in occasione della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario, che per la prima volta si è aperto con la musica dell'inno nazionale.
 
Per quanto riguarda i reati commessi da minori, De Francisci ha ricordato, dalla metà dello scorso anno, due procedimenti per omicidio e 111 violenze sessuali, tra le quali quelle di agosto 2017 a Rimini. Il 2019, inoltre, è iniziato con un 14enne che ha pugnalato a morte il padre, in una lotta apparentemente scherzosa. Rilevanti le rapine (163) e il +14% dei reati di pornografia minorile.
 
«Alcune condotte - ha detto il pg - sono talmente inspiegabili e pericolose da far pensare ad una diffusa criticità, per i giovani, nel distinguere tra il mondo reale e il mondo virtuale. Se guardiamo ai minori che delinquono in Emilia Romagna si prospetta per questa Regione un futuro assai preoccupante».
 
Durante il suo discorso il procuratore generale ha parlato anche dell'idea di ristrutturare l'aula bunker della Dozza, per celebrare l'appello del maxi-processo di 'Ndrangheta Aemilia. La richiesta è stata già avanzata al ministero della Giustizia: «È una questione urgente - ha detto - con circa 300mila euro si restaura a regola d'arte, speriamo che la macchina burocratica si metta in moto in tempo».
 
Una proposta condivisa da Colonna, che invece nella sua relazione ha sottolineato come i processi definiti con sentenza di non doversi procedere per prescrizione in Appello sono stati lo scorso anno 1.698, con un incremento del 6,4%. Pari al 27% dei fascicoli definiti. Una vera «ecatombe», l'ha definita il presidente della Corte di Bologna. Prima e dopo la cerimonia nell'aula Bachelet è stato distribuito un foglio, firmato da 60 magistrati emiliano-romagnoli, in cui vengono riportate le parole di don Luigi Ciotti («Dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani») e una poesia che parla di migranti e di un naufragio («Mamma perché nessuno ci viene ad aiutare?»).
 
Un testo da cui emerge una critica alle politiche del governo, ma che secondo Carlo Sorgi, presidente di sezione del Tribunale del Lavoro di Bologna e segretario regionale di Magistratura democratica, vuole solo «sensibilizzare su un tema in questo momento fondamentale, la tutela e la salvaguardia della vita umana».

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