Pavullo bacchetta le Cicogne «La Toscana si è fatta valere»
Replica del comitato modenese al reggiano: «A Barga il reparto non è stato chiuso perché la Regione ha dimostrato al ministero le condizioni orogeografiche difficili»
CASTELNOVO MONTI. Nei giorni scorsi il comitato Salviamo le Cicogne aveva espresso riserve e critiche rispetto alla comunicazione, diffusa dal Comitato per il punto nascite di Pavullo e poi rilanciato dal M5S, in cui si costruiva un parallelo tra il punto nascite di Barga, in Toscana, e quelli dell’Appennino emiliano. Parallelo secondo le Cicogne scorretto, in quanto il punto nascite di Barga non è mai stato chiuso. Ora sul tema replica la referente del Comitato salviamo l’ospedale di Pavullo, Maria Cristina Bettini, che afferma di essere stata «più volte citata in causa dal comitato Cicogne.
LA DIFFERENZA
Spiega la Bettini: «Che il punto nascita di Barga abbia ottenuto una prima deroga o un rinnovo e che non sia stato mai chiuso non sposta l’oggetto: realtà analoghe devono e “potevano” godere di eguale trattamento avendo ricorso al solito istituto. L’accordo Stato Regioni del 2010 andrà invece modificato per le restanti casistiche. La Toscana ha fornito al ministero tutto quanto comprovasse condizione orogeografica difficile, come richiesto dal Dm 11/11/2015, la Regione Emilia Romagna no, “pregiudicando” il parere del ministero della Salute, diventato alibi di chiusura dei tre punti nascita emiliani. La revisione in positivo da parte del Comitato percorso nascita nazionale del suddetto parere, alla luce dei dati integrati dai Comitati con l’istanza di riesame, equivarrebbe ad autorizzare l’esistenza di questi piccoli centri nascita, riconoscendo che il rischio del trasporto è estremamente elevato e prevale nel bilanciamento con la presunta maggiore sicurezza degli ospedali cittadini, alcuni dei quali non sono neppure dotati dei reparti di neonatologia e di rianimazione. Sorprendente come i dettami del Dm 11/11/2015 siano stati appresi da alcuni referenti delle Cicogne solo a metà gennaio 2019 tramite una mail della Regione Toscana nel tentativo di sminuire un Comitato amico, “Salviamo l’ospedale di Pavullo”, dal quale hanno attinto gli errori e le mancanze della richiesta di deroga della giunta Bonaccini. Gli stessi errori che hanno avallato e sventolato come arte propria nei consigli comunali, nel Patto delle Cicogne e ribaltati sul tavolo della Regione, colpevolizzando il ministero. La Regione, per la potestà normativa di cui gode in materia Sanitaria, può in piena autonomia, come è solita fare per qualunque altro potenziamento ospedaliero, procedere all’apertura ex novo dei punti nascita montani ove garantirà i requisiti mimini assistenziali sufficienti per le aree disagiate al di là del volume di attività».
FIORINI: RIAPRIRE
«Dopo aver presentato una interrogazione al governo, nella quale ho chiesto la riapertura dei punti nascita situati in zone orogeografiche difficili, come quelle montane dell’Emilia Romagna, in particolare Pavullo, Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro, e la mia successiva missione al ministero della Salute per sollecitare una soluzione al problema, finalmente sembra che il ministro Grillo si sia svegliata. Adesso, però, bisogna passare dalle parole ai fatti». Lo afferma la deputata Benedetta Fiorini, vicecommissario di Forza Italia in Emilia Romagna. «Sono mesi – aggiunge Fiorini – che sollecito un intervento del ministro su questo tema, ma fino ad oggi non c’era stata alcuna risposta. L’Accordo Stato-Regioni del 2010, che ha previsto la riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1.000 l’anno, va rivisto perché la situazione demografica è in continuo mutamento. Spero che in questo caso i grillini non si inventino la scusa dell’analisi costi benefici perché c’è poco da approfondire: la vita vale più di qualsiasi altro parametro o cavillo burocratico. In seguito il M5S potrà fare tutti gli approfondimenti che desidera, ma la salute dei cittadini viene prima di tutto. Chiediamo quindi di riaprire i punti nascita per poter garantire una adeguata sicurezza alle madri e ai neonati in una delle fasi più delicate della vita, a maggior ragione in inverno – conclude Fiorini – poiché in molte zone d’Italia, a causa del maltempo e della neve, gli spostamenti sono assai difficoltosi se non addirittura impossibili e quindi raggiungere un ospedale molto lontano potrebbe mettere in pericolo la madre e il bambino».
L’INCONTRO A ROMA
Martedì 29 gennaio a Roma ci sarà un duplice incontro al ministero della Salute, dove sono stati convocati il sindaco castelnovese Enrico Bini e il comitato Cicogne. Saranno presenti anche i parlamentari e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che hanno seguito la questione dei punti nascita di Castelnovo Monti , Pavullo, Poretta e Borgotaro. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google