Stato passivo Unieco, eclusi crediti agli istituti bancari per 180 milioni
Depositato dal commissario Baldini: i creditori sono 2.900. Non riconosciuti 220mila euro a Casoli e 12mila alla Viani
REGGIO EMILIA. Un totale di 2.907 creditori per circa 502 milioni, 68 milioni dei quali ammessi come privilegiati e 378 milioni come chirografari. Escluse, invece, richieste per ulteriori 252 milioni. Sono i numeri dello stato passivo di Unieco, depositato dal commissario liquidatore, Corrado Baldini, come annunciato nei giorni scorsi dalla Gazzetta.
L’elenco è contenuto in un documento di 521 pagine, nel quale sono presenti soci, banche, Comuni, studi legali, dipendenti, fornitori e istituti nazionali, come ad esempio l’Agenzia delle Entrate. Non mancano player nazionali come Trenitalia, Vodafone, Telecom. Né altre realtà della galassia cooperativa, fra le quali la Coopservice (con crediti ammessi per 796.295,55 euro) e la Coopsette, quest’ultima a sua volta in liquidazione, che vanta crediti su 665.688,59 euro (20.767,73 euro esclusi dalla richiesta).
TEMPESTIVI
Si tratta di un elenco che potrebbe essere provvisorio, dal momento che include solo le domande di insinuazione tempestive. La parte maggiore, come anticipato nei giorni scorsi, riguarda le banche, alle quali sono riconducibili crediti per circa 360 milioni. Ma proprio sulla posizione delle banche il commissario liquidatore ha aperto una serie di riserve, valutando azioni per il risarcimento danni o per la revocatoria dei pagamenti. Ed escludendo crediti complessivamente per circa 180 milioni.
LE BANCHE
È quanto si legge ad esempio rispetto alla posizione di Carige, che si è vista riconoscere 16.275.000 euro di crediti chirografari, più 1.065.388 di ipotecari, per un totale di 17.340.388 euro. Esclusa invece dalla domanda di insinuazione una cifra pari a 30.518.189 euro. Oppure Bpm: 31.826.815,08 euro di crediti accolti (1.639.697,23 euro ipotecari e 30.187.117,85 euro chirografari), con altri 8.993.318 euro esclusi.
E poi Bper (43.976.978,74 euro di crediti accolti, con 13.672.151 euro esclusi), Banca popolare di Vicenza (5.448.459 euro ammessi, 341.318 euro esclusi), Credit Agricole Cariparma (27.428.761,62 euro accolti e 2.423.153,59 euro esclusi), Bnl (23.797.439,38 euro ammessi e 6.105.428,35 euro esclusi), Cassa di risparmio di Bologna (accolti 25.758.005,64 euro, esclusi 2.772.955,09) e, soprattutto, Banca Intesa, esclusa per 106 milioni rispetto a una richiesta di oltre 110 milioni.
GLI EX
Fra i creditori chirografari, per una cifra pari a 220.767,04, compare anche Mauro Casoli, storico numero uno Unieco per oltre 20 anni, al quale non sono stati ammessi crediti per ulteriori 220.596,61 euro «derivanti dall’intervenuto recesso da socio nell’anno 2015, indipendentemente dalla qualifica di socio cooperatore e/o sovventore e unitamente ai ristorni imputati ad aumento gratuito del capitale sociale, in quanto manca l’approvazione del relativo bilancio d’esercizio che, sia ex lege che per statuto, è condizione per l’esigibilità di detti crediti.
In mancanza di detta approvazione pertanto, tali somme difettano di uno dei requisiti indispensabili ai fini della loro ammissione, con la precisazione che detto credito diverrà esigibile e potrà essere pagato se e solo nel caso in cui risultasse un residuo attivo nella procedura di Liquidazione Coatta Amministrativa, a seguito del pagamento integrale di tutti i creditori ammessi allo stato passivo».
Per Cinzia Viani, presidente del cda Unieco fino al momento del crac dell’aprile 2017, crediti ammessi per 210.334,88 euro (21.199,38 euro in prededuzioni, 176.692,26 in privilegiati e 12.443,24 in chirografari) ed esclusi per 12.774,10 euro. —
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