Un omaggio a Pietro Iotti deportato e “padre” dei viaggi della memoria
Durante la cerimonia in Prefettura sono state consegnate le medaglie d’onore anche ai parenti di Massimo Ghinoi, Renato Incerti, Pietro Uccelli e Walter Zinzelli
Un inchino ai giovani reggiani finiti nel gorgo della deportazione, della violenza, della schiavitù. Ieri mattina in prefettura si è tenuta l’ormai classica consegna delle medaglie d’onore alla memoria, istituite nel 2015 dalla presidenza della Repubblica e da allora riproposta ogni anno in occasione del giorno della memoria.
LE MEDAGLIE
Le onorificenze vengono assegnate a deportati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale o ai loro famigliari. Nella sala conferenze del palazzo del Governo, al secondo piano della Prefettura di corso Garibaldi, il prefetto Maria Grazia Forte ha invitato i parenti di cinque persone residenti nel reggiano negli anni della guerra, finite poi in Germania o in Austria. Sono stati loro a ricevere gli oggetti dedicati alle sofferenze di Massimo Ghinoi di Castelnovo Monti, nato nel 1912; Renato Incerti di Correggio, nato nel 1920; Pietro Iotti di Sant’Ilario d’Enza, del 1926; Pietro Uccelli di Bibbiano, del 1923; e Walter Zinzelli di San Rocco di Guastalla del 1923. Oltre a figlie, figli e nipoti, hanno partecipato anche rappresentanze dei vari Comuni di origine, con sindaci e assessori, oltre a quelle del Comune di Reggio, della Provincia e delle varie autorità provinciali.
PAROLA AGLI STUDENTI
Come da tradizione, il programma era piuttosto articolato, realizzato assieme agli studenti del liceo artistico cittadino Chierici. Per questo giorno della memoria è stato infatti predisposto «un momento comune di narrazione dei fatti e di riflessione, al fine di conservare la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e dell’Europa, tramandandola alle generazioni più giovani». Gli studenti del liceo hanno partecipato attivamente alla cerimonia con letture sul tema della giornata, intervallati da momenti musicali con brani classici.
PIETRO IOTTI
Fra i cinque deportati, vi è anche una figura fondamentale per la memoria storica reggiana della guerra, Pietro Iotti. Partigiano santilariese catturato dai nazisti e deportato a Mauthausen in Austria, uno dei campi più violenti dell’intero cosmo concentrazionario nazista, dove arriva nei primi giorni del 1945 assieme ad alcuni compaesani. Torna a casa a giugno, 40 chili in meno. Dopo una lunga convalescenza, diventa uno dei vertici del Pci locale, sindaco a Sant’Ilario e poi assessore a Reggio. È uno dei padri dei viaggi della memoria, ha incontrato nei decenni migliaia di studenti e accompagnato personalmente tante delegazioni al campo di Mauthausen. Si devono a lui le prime trasferte di gruppi reggiani verso i luoghi della deportazione, in un periodo in cui l’approccio alla memoria non era quello attuale. Chi aveva vissuto la deportazione e la prigionia, infatti, spesso si chiudeva nel silenzio e nel pudore.
Iotti, con la sua forza, ha cambiato l’approccio ed è servito come riferimento per le varie realtà che poi progressivamente hanno preso le redini dei viaggi della memoria, oggi una costante proposta nella nostra provincia.
IN PROGRAMMA
Le iniziative cittadine per il giorno della memoria proseguono in questo fine settimana con diverse attività ospitate dalla sinagoga di via dell’Aquila, nell’ex ghetto di Reggio. In queste settimane il luogo di culto ebraico ospita una mostra sull’allenatore ebreo Arpad Weisz, morto ad Auschwitz-Birkenau con la sua famiglia dopo una disperata fuga in mezza Europa. Oggi alle 18 verrà proiettato il documentario “Giusti”, narrazione di tre vicende di salvatori e salvati in Emilia Romagna. I Giusti fra le Nazioni sono persone non ebree che durante la guerra hanno salvato donne e uomini di origine giudaica. Domani mattina, infine, la cerimonia ufficiale del giorno della memoria, celebrato ogni anno il 27 gennaio, per ricordare il 27 gennaio 1945, la giornata in cui le truppe dell’Armata Rossa in marcia verso Berlino liberarono il complesso di Auschwitz-Birkenau, principale simbolo dello sterminio pianificato nazista. L’appuntamento è alle 10.30 per la posa di un omaggio floreale e la lettura di un salmo da parte di Beniamino Goldstein, rabbino della comunità ebraica di Modena e Reggio. A seguire gli interventi delle autorità. —
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