Gli spacciatori della stazione rimarranno dietro le sbarre
Il giudice dispone il carcere per i primi tre nigeriani arrestati dalla polizia Un quarto indagato con permesso di soggiorno finisce invece ai domiciliari
REGGIO EMILIA. Tre spacciatori arrestati in flagranza dalla Squadra mobile di Reggio rimarranno in carcere in attesa di giudizio. A stabilirlo ieri è stato il gip Dario De Luca, che ha convalidato parte degli arresti in flagranza e delle esecuzioni delle ordinanze - le altre saranno nei prossimi giorni - nell’ambito di una retata nella zona stazione di Reggio.
Un nuovo colpo al malaffare nel quartiere che da anni è al centro di problematiche relative al degrado e alla criminalità.
A finire ieri davanti al giudice del tribunale di Reggio sono stati Osemuidiamehn Franck, (28 anni difeso dall’avvocato Gisella Mesoraca), Jude Jerry (28 anni, difeso dagli avvocati Mario Di Frenna e Lucia La Rocca) e Godstine Peter (24 anni difeso dall’avvocato Alessandro Conti). Per questi il giudice ha disposto l’arresto in carcere, in attesa che terminino peraltro le indagini, ancora in corso da parte della Squadra mobile, che ha monitorato le attività illecite connesse soprattutto al controllo del traffico di droga tra via Turri, via Vecchi e via Sani, che ora sarebbe passato in gestione alla malavita nigeriana che ha spodestato quella magrebina.
A finire in manette sono infatti tutti cittadini nigeriani di età compresa tra i 19 e i 28 anni: quattro per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, uno pizzicato in flagranza per la detenzione, mentre altri tre per lesioni in merito a una violentissima aggressione consumata a danno di altrettanti connazionali nei capannoni delle ex Officine Reggiane, altro luogo caldo per quanto riguardo il narcotraffico.
Un quarto indagato, Eaiabhi Happy (26 anni difeso sempre dai legali Di Frenna e La Rocca), è stato ristretto agli arresti domiciliari non avendo precedenti ed essendo regolare sul territorio. Gli altri, invece, sono quasi tutti richiedenti asilo gravati anche da precedenti.
Il nuovo colpo inferto dalla polizia di Reggio al traffico di droga in città è scaturito da indagini certosine. La Mobile aveva notato il «ricambio» di capannelli di cittadini di origine magrebina, sostituiti da gruppi di nigeriani.
All’attività investigativa, aveva spiegato il capo degli investigatori, Guglielmo Battisti, sono state «utilissime» le telecamere installate dal Comune. Gli arresti degli spacciatori, avvenuti tra mercoledì e giovedì scorso, sono inoltre stati fatti in «differita», grazie al particolare strumento giuridico autorizzato dalla Procura - il pm titolare è Iacopo Berardi - di norma usato nelle indagini contro i narcotrafficanti di alto livello, che consente di monitorare più a lungo i sospettati dei reati facendo scattare le manette solo in un secondo momento. In questo quadro si inserirebbe anche l’episodio dell’aggressione alle Reggiane. La polizia continua ad indagare su una serie di aspetti dai contorni ancora non definiti. In primo luogo sulla provenienza dei nigeriani, tutti cittadini dello stato di Edo. È caccia inoltre ai nascondigli della droga. —
E.L.T.
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