I quattro gruppi d’opposizione insieme per battere il Partito democratico
Delmonte (Lega): «Nulla di definito, ma vogliamo vincere. Puntiamo sulla convergenza su programma e candidati»
Tutte e quattro le opposizioni unite, da sinistra a destra, con l’ambizioso piano di strappare il comune capoluogo di distretto al Pd. E’ quanto bolle in pentola in vista delle elezioni amministrative del 26 maggio prossimo, quando Montecchio dovrà scegliere il sindaco del post-Paolo Colli, giunto alla fine del secondo mandato e non più eleggibile.
Un Pd in cerca d’autore e l’unione di forze in cui l’appartenenza politica è sempre più sbiadita sembrano essere le peculiarità inedite della prossima tornata elettorale. Come a Gattatico, anche a Montecchio si fanno prove tecniche per alleanze inusitate. Con la differenza che, mentre nel primo Comune si tratta di gruppi di sinistra, nel capoluogo della Val d’Enza l’esperimento è a 360 gradi.
IL LISTONE
«Stiamo ragionando su una larga coalizione: tutti coloro che attualmente sono all’opposizione a Montecchio ora sono seduti ad un tavolo», dichiara il leghista Gabriele Delmonte. Le minoranze che siedono in consiglio comunale accanto alla maggioranza di “La tua Montecchio” del sindaco Paolo Colli sono la lista “Tradizione e futuro” (Delmonte, Lega), Movimento 5 Stelle (Mauro Caldini), Forza Italia - Nuovo Centrodestra (Elena Montanari), lista civica Uniti per Montecchio (Giuseppe Fico ed Elisa Luigina Megna).
«Non c’è nulla di definito – puntualizza Delmonte –. Si sono svolti diversi incontri, siamo all’inizio di un percorso. E’ chiaro che la Lega è la maggiore forza elettorale insieme al Movimento 5 Stelle, e non è escluso che andremo da soli».
Su un eventuale matrimonio Lega-M5S, che rispecchierebbe il governo nazionale, Gabriele Delmonte prende le distanze: «Il quadro nazionale non è un riferimento. Noi seguiamo le persone: il principio è unire le persone che hanno esperienza amministrativa e che vogliono essere un’alternativa valida al Pd. Puntiamo a vincere; sarebbe strategico per l’intera Val d’Enza».
Alla domanda se la sua candidatura a sindaco non sia incompatibile con il ruolo di consigliere regionale della Lega, Delmonte spiega: «Sono incompatibile, ma non incandidabile. Se fossi eletto, dovrei dimettermi da uno dei due incarichi, ma questo si vedrà in un secondo tempo. Il mio non è l’unico nome ipotizzato; ne girano diversi, sui quali non mi esprimo. L’importante è puntare su qualcuno che abbia chances di vincere: io o un altro, è indifferente».
Si sta approntando un listone unico con sedici candidati.
«Il simbolo è da definire. Prima occorre la convergenza su programma e candidati. Credo che nel giro di un mese scioglieremo la riserva», conclude Delmonte.
GLI ALTRI
E i potenziali alleati della Lega che cosa dicono? «Il listone potrebbe coinvolgere me personalmente, perché il M5S deve ancora ragionare – afferma Mauro Caldini, M5S –. Ognuno nei Comuni farà le scelte che crede, in autonomia. I cittadini di Montecchio chiedono esplicitamente a noi consiglieri di mettere insieme l’esperienza amministrativa: il sentimento delle persone è questo, e credo che valga la pena fare un passo indietro sull’appartenenza politica. La capacità di dialogo e la stima tra di noi è il punto di forza del progetto, che speriamo prenda corpo. Le condizioni sono favorevoli».
Elena Montanari, consigliera comunale della lista Forza Italia-Nuovo Centrodestra: «L’accordo è stato raggiunto. Vanno definiti i candidati e il programma».—
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