Robot teleguidati da un’app alla First Lego League Italia
La Kohler per il terzo anno consecutivo si è trasformata nella fabbrica dei sogni Sono in tutto 37 le squadre di giovani tra gli 8 e i 16 anni in gara tra ieri e oggi
Una volta si cresceva con il mito della “fabbrica del cioccolato”, un eden di dolci dove perdersi e crescere per sempre. Oggi però, se si chiede a un bambino quale sia la fabbrica dei suoi sogni, con ogni probabilità, risponderà designando un luogo dove l’innovazione supera se stessa e dove sono realizzate le tecnologie all’avanguardia. Forse, non tutti sanno che una realtà di questo tipo esiste e la nostra città ha la fortuna di esserne sede: si tratta dello stabilimento reggiano della Kholer, che per il terzo anno ospita l’evento First Lego League Italia 2019, in occasione della tappa per la selezione regionale nordest.
Nuovi sOgni
La “fabbrica dei sogni” ha aperto così le porte alle giovani menti, pronte a cimentarsi in questa competizione, per una due giorni, ieri e oggi, all’insegna della scienza e dei valori. Sono 37 le squadre di ragazzi, di età compresa dagli 8 ai 16 anni, che si sfidano con la missione di realizzare un robot di Lego, telecomandabile tramite una app, che dovrà eseguire una serie di movimenti in certi tempi e senza commettere errori. Il punteggio assegnato dai giudici comporrà la valutazione di una sola delle quattro prove che gli studenti devono affrontare. Infatti, le sale riunioni sono state riservate per i comitati scientifico ed etico del progetto: i professori sottopongono i ragazzi a una interrogazione in cui sono chiamati ad esporre tramite power point, relazioni e materiali didattici, il percorso che hanno intrapreso per la programmazione e la realizzazione dei loro robot e in particolare, del progetto scientifico, legato per il 2019, al tema dello spazio. D’altronde, partecipando a questo evento, la sensazione è quella di essere in un embrione reggiano della Silicon Valley.
le testimonianze
Racconta Nino De Giglio, direttore comunicazione della Kholer: «Ci siamo avvicinati al progetto, portato avanti dalla Lego in collaborazione con la First anno dopo anno, per curiosità e abbiamo trovato subito numerose corrispondenze tra noi e loro, prima di tutto per quanto riguarda i valori, come lo spirito di squadra e il lavorare per obiettivi. Il nostro desiderio poi, è ospitare in futuro la finale». Dello stesso auspicio è anche Nello Fava, responsabile nazionale della First Lego League e rappresentante della Fondazione museo Civico di Rovereto: «Mi auguro che un giorno Reggio possa ospitare la finale del concorso, perché per noi questa non è una gara, ma un evento dove i ragazzi si cimentano in progetti scientifici per mostrare la capacità nel collaborare e raggiungere obiettivi. La First Lego League è una delle iniziative più formative nel settore della robotica educativa, in quanto gli studenti si cimentano su compiti reali e producono ricerche che verranno rese pubbliche e riconosciute a livello ministeriale». A rivestire i due giorni di un significato ancor più profondo è la presenza tra i giudici di Piera Levi-Montalcini, nipote del premio Nobel: «Ci tengo che per manifestazioni come la Giornata della Memoria o l’8 marzo il ricordo non venga meno: i ragazzi devono saper leggere la storia. L’indifferenza è la peggior cosa, i giovani devono avere la consapevolezza di ciò che li circonda e, in quanto cittadini, impegnarsi affinché cose come quelle vissute nel ’38, non si vedano più». —
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