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giornata conclusiva 

«Con la Lego League il divertimento e la conoscenza vanno a braccetto»

«Con la Lego League il divertimento e la conoscenza vanno a braccetto»

Hanno dai 9 ai 15 anni e sono nella squadra Power SeeKers Ecco i figli dei dipendenti Kohler alle prese con i mattoncini

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REGGIO EMILIA. Due giornate ad alta energia quelle di First Lego League, il campionato mondiale di scienza e robotica promosso da Lego, che nel week end è stato ospitato nella sede reggiana di Kohler. Una manifestazione simile a un evento sportivo, che conclude un’intensa fase di progettazione in cui le squadre di giovanissimi sono state coinvolte. Ad accompagnare i ragazzi lungo tutto il percorso, i loro appassionati allenatori. Come Marta Mastrandrea, 27 anni, che in Kohler lavora alle risorse umane e si occupa di ricerca e selezione del personale e di formazione. Negli ultimi mesi si è però cimentata anche in un compito inedito, quello di fare da coach ai Power SeeKers, la squadra composta da una decina di ragazzi dai 9 ai 15 anni, figli dei dipendenti Kohler, che nel fine settimana hanno partecipato alle selezioni regionali Nordest di First Lego League.

«Insieme ai miei due colleghi, Matteo Meggiolaro e Maurizio Landi, abbiamo accompagnato i ragazzi durante il percorso. Da settembre ci siamo incontrati una volta alla settimana per preparare insieme sia la prova in campo con il robot, sia il progetto scientifico e quello tecnico. Questo ha contribuito a infondere nei ragazzi un forte spirito di squadra che ha permesso loro di superare brillantemente anche la prova dei core values». Nel corso della manifestazione i partecipanti sono infatti chiamati a osservare e rispettare i principi della competizione, che valorizzano le loro scoperte, il lavoro di squadra e il “gracious professionalism”, valore fondante di First Lego League.

IL TEAM

I Power SeeKers, racconta la loro tutor, sono stati molto autonomi e hanno lavorato con grande determinazione. «Siamo appassionati di Lego – spiegano – e questa è un’ottima esperienza per collaborare e divertirsi». Giuseppe, 11 anni, il cui padre lavora in Kohler come operaio, racconta che «la cosa più bella è fare le missioni. Quando termini una sfida sei così contento che non stai più nella pelle». Per Riccardo, anche lui 11enne (la mamma lavora alle risorse umane dell’azienda) non c’è soddisfazione più grande di quando una cosa riesce dopo tanti tentativi. «Per un ragazzo – spiega la coach – quest’esperienza è importante, oltre che per le conoscenze scientifiche e informatiche, anche per una modalità di apprendimento che solitamente a scuola non viene affrontata. L’obiettivo del progetto è trovare una soluzione a un problema concreto». Ottavia, 9 anni, sottolinea come la partecipazione a First Lego League sia stata l’occasione per stringere amicizie inedite. «Normalmente gioco sempre con le mie amiche ed è stata un’esperienza diversa dal solito di stare in un team quasi tutto al maschile. Abbiamo fatto squadra e mi sono divertita molto».

L’AVVENTURA

Un’esperienza indimenticabile non solo per i ragazzi, ma anche per la loro allenatrice. «È stata un’avventura bellissima – conclude Marta Mastrandrea – Mi porto a casa il sorriso dei ragazzi, le loro emozioni e soprattutto la loro non competitività, il fatto che vogliano arrivare in finale ma per loro non è la cosa più importante. Vederli soddisfatti e felici è impagabile e sono grata a Kohler per aver potuto partecipare a quest’esperienza. Un ottimo esempio di responsabilità sociale d’impresa». Grande soddisfazione in azienda per la riuscita dell’iniziativa: «In questi due giorni di gare abbiamo avuto l’opportunità di incontrare e ascoltare gli scienziati, i tecnici e gli ingegneri del futuro – commenta Nino De Giglio, direttore Comunicazione di Kohler – Aprire le porte del nostro stabilimento a 3000 persone è stata un’occasione importante per confermare il rapporto che ci lega a Reggio. Siamo felici di aver portato in città First Lego League e siamo entusiasti di aver accolto in casa Kohler gli scienziati, i tecnici e gli ingegneri del futuro, con l’obiettivo di stimolarli a sviluppare un pensiero critico e aumentare le proprie capacità di lavorare in squadra». —

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