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Crac Unieco, ammessi crediti per un milione di euro agli ultimi dirigenti prima del tracollo

Evaristo Sparvieri
Crac Unieco, ammessi crediti per un milione di euro agli ultimi dirigenti prima del tracollo

Non solo Casoli e la Viani: sono 13 su 15 i componenti del cda presenti nell’elenco dei 2.900 creditori dello stato passivo

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REGGIO EMILIA. Non solo Mauro Casoli, storico ex presidente Unieco per 21 anni, con crediti ammessi per circa 220mila euro (quasi altrettanti gli esclusi), e Cinzia Viani, a capo del cda nell’aprile 2017, quando l’ex colosso di via Ruini è finito gambe all’aria, con crediti ammessi invece per 210.334,88 euro ed esclusi per 12.774,10 euro. Nel lungo elenco di richieste di insinuazione allo stato passivo, depositato il 23 gennaio dal commissario liquidatore, Corrado Baldini, siede quasi tutto l’ultimo cda Unieco.

Un elenco di 521 pagine, nel quale sono inclusi 2.907 creditori per circa 502 milioni, 68 milioni dei quali ammessi come privilegiati e 378 milioni come chirografari. Escluse, invece, richieste per 252 milioni. Rimborsi spese, indennità. E poi prededuzioni. Fra i 2.907 creditori – molti dei quali si stanno organizzando per le opposizioni alle stato passivo – anche coloro che erano al timone durante la tempesta, il 7 aprile 2017, il giorno più drammatico per il gigante rivelatosi con i piedi d’argilla, dopo un primo accordo per la ristrutturazione del debito del 2013 e la nuova domanda prenotativa di inizio 2017, con la proposta di concordato preventivo alla quale poi si è rinunciato fino ad essere dichiarato dal tribunale improcedibile.

Quindici i nomi nel cda alla data di ammissione alla liquidazione, per una richiesta complessiva che si aggira sul milione di. Per Alberto Beggi, direttore dell’Engineering Unieco, addetto al coordinamento delle offerte economiche su lavori pubblici e privati, un credito ammesso di 138.202,14 euro, di cui 10.381,25 euro in prededuzioni, 116.717,71 euro riconosciuti come privilegiati e 11.103,18 euro come chirografari. Esclusi, invece, 6.895,99 euro.

A Marco Carboni, inserito nel cda come socio cooperatore, riconosciuti crediti per 48.792,70 euro, di cui 7.540,07 euro in prededuzioni, 34.904,42 euro in privilegiati, 6.348,21 euro in chirografari. Stefano Carnevali è l’attuale ad di Unieco Ambiente, piatto forte della procedura di liquidazione, su cui si sono accesi gli appetiti dei maggiori player nazionali e internazionali del settore, in vista di un’asta pubblica in arrivo entro un mese. Nel 2017 sedeva nel cda.

E nel momento del crac aveva maturato crediti ora riconosciuti per 49.329,98 euro, tutti chirografari. «Si esclude la prededucibilità poiché trattasi di somme erogate prima dell’accordo di ristrutturazione omologato oppure, in caso di conversione dei crediti da retribuzione, di somme non previste dall’accordo medesimo», scrive il liquidatore. Ammontano a quasi il doppio, ovvero a 80.396,73 euro, i crediti riconosciuti a Sandra Casini, che nel 2015 i rumors davano come possibile nome per la presidenza nel dopo Casoli, in una corsa a due poi spuntata dalla Viani. Per la Casini, 5.692,89 euro in prededuzioni, 66.535,07 euro in privilegiati, 8.168,77 euro in chirografari. Esclusi, invece, 1.350,24 euro «relativi al ricalcolo dei crediti per indennità sostitutiva».

Per Corrado Ferri, nel cda in quota settore laterizi, il commissario liquidatore dispone l’ammissione di 4.899,90 euro nella categoria chirografari, mentre i crediti sono pari a 221.909,88 euro per Raffaele Gasparini, responsabile cantieri: 87.172,37 in prededuzioni, 117.245,24 euro in privilegiati e 17.492,27 euro in chirografari. Fra i soci cooperatori a sedere nel cda anche Dario Ibattici, al quale il commissario ha riconosciuto crediti per 60.817,52 euro, di cui 4.577,32 euro in prededuzioni, 20.879,63 euro in privilegiati e 35.360,57 euro in chirografari.

Ivan Gianesini è l’ex consigliere Unieco con delega ai rapporti con i soci. Ha anche un passato da consigliere comunale della sinistra a Imperia. Dopo il crac Unieco, è stato un assessore lampo nella giunta di Imperia dell’ex ministro, Claudio Scaiola: una nomina durata pochi giorni perché Scajola aveva indicati 10 assessori ma Imperia può averne al massimo 9. Quindi è stato lo stesso Gianesini a fare un passo indietro. Per lui i crediti ammessi nello stato passivo sono pari a 30.226,78 euro. Esclusa, invece, una cifra pari a 1.616,31 euro. Fra gli ammessi, 4.838,95 euro in prededuzioni, 18.294,47 euro in privilegiati e 7.093,36 euro in chirografari.

Nessuna richiesta di insinuazione per Ivan Lusetti, ex patron del colosso della ristorazione Cir Food e consigliere indipendente nel cda di Unieco, così come per Leonardo Pagni. Nell’elenco non compare neanche il direttore generale, Alberto Franzoni. Quasi centomila euro, ovvero 99.669,50 euro, per Mario Toncelli, socio cooperatore nel cda, al quale non sono stati riconosciuti ulteriori 4.278,57 euro. Per Toncelli, 9.714,89 euro nella categoria prededuzioni, 73.289,86 come privilegiati e 16.664,75 euro come chirografari.

Per il consigliere Graziano Ligabue la somma finale è pari a 32.186,55 euro, tutti nella categoria chirografari, mentre per Emidio Mussini è di 721,06 euro. Per Massimiliano Brioni, infine, ammessi crediti per 58.688,87 euro (21.419,51 euro in prededuzioni, 29.167,18 euro privilegiati e 8.102,18 euro chirografari). Esclusi crediti per 8.271,64 euro, compresi 6.798,09 euro «relativi a maggiori importi richiesti e non dovuti».

Una cifra di 219.097,81 euro di crediti chirografari è ammessa anche alla società di revisione Deloitte & Touche, che rispetto al collegio sindacale assolveva il controllo contabile. Esclusi invece 75.396,00 euro di crediti per l’Alvarez & Marsal Italia, società di consulenza incaricata di redigere il piano di ristrutturazione. «L’esclusione stante le pendenti verifiche dell’effettivo svolgimento dell’attività commissionata», scrive Baldini.

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