Il prof-musicista e gli studenti: «Un legame lungo 57 anni»
Poviglio, l’insegnante di tornio del Simonini, Gianni Lusenti, ha 97 anni appena compiuti. Forte l’amicizia con gli ex allievi ora “colonne” del comparto metalmeccanico
POVIGLIO. Un prof di quelli che non ce ne sono più molti. Quattro studenti scapestrati che grazie ai suoi insegnamenti e alla sua passione, oltre a cementare un’amicizia che dura da qualcosa come 57 anni, sono diventati solidi imprenditori e cardini del comparto metalmeccanico reggiano.
UN LEGAME ANTICO. Una bella storia quella del professor Gianni Lusenti, 97 anni compiuti il 18 gennaio scorso, nato e vissuto con moglie (morta qualche anno fa) e due figli a Poviglio, per una decina insegnante di “pratica” – ovvero l’utilizzo del tornio – nell’ istituto tecnico Simonini di Buco del Signore a Reggio Emilia che in quel periodo – siamo nei magnifici Sessanta del boom economico – era privato. «Allora era la scuola di chi non aveva voglia di studiare – racconta oggi Ivan Malavasi, patron della MaBo di Correggio – e che invece, grazie alla determinazione e all’autostima che ci ha trasmesso Lusenti, ha sfornato fior di imprenditori».
Uno è proprio Malavasi, che ha fondato e guida tutt’ora un’azienda con un’ottantina di dipendenti che produce minuteria componentistica. Il secondo è Gianni Zanichelli, titolare della torneria omonima a Poviglio che impiega 45 operai. Il terzo è Giovanni Gibertini, l’unico dei tre ad aver ceduto la torneria meccanica di Campegine dopo aver raggiunto una certa età. Poi c’è Franco Bigarelli, patron della stamperia di Coreggio Bi&Bi che tutt’ora governa. Tra “zingarate” e ore di studio fitte fitte, furti di frutta colta dagli alberi nell’ora della pausa-pranzo a scuola e bei voti agli esami, gli ex ragazzi del Simonini, oggi tutti tra i 69 e i 70 anni, non hanno mai tagliato il cordone ombelicale col prof che ha plasmato la loro vita come si fa con un vaso di creta. Perché Lusenti, per quei ragazzi di cinquant’anni fa, non è stato solo insegnate di “pratica” ma anche di vita. E la sua è stata piena e ben vissuta.
TRA MUSICA E SPORT. La giovinezza l’ha passata in marina, a bordo delle navi, a suonare il pianoforte, una delle sue grandi passioni. Poi l’insegnamento nella scuola professionale. E la sera, di nuovo a suonare, nella sala da ballo Esedra di Reggio Emilia che oggi non esiste più: maestro di giorno, musicista di notte. «Ci lasciava di stucco – raccontano gli ex studenti oggi imprenditori – perché ogni strumento che prendeva in mano riusciva a suonarlo: il pianoforte, il sax e soprattutto la chitarra. E componeva anche, sono tante le musiche da piano bar che ha fatto e suonato nelle sue serate». Che sono state molte, perché il musicista Lusenti è salito sul palco per una quindicina di anni.
Poi l’arrivo dei figli e la decisione, dopo qualche anno, di lasciare l’insegnamento per dedicarsi allo sport. Sì, Lusenti ha fatto anche questo: per seguire la figlia che praticava il pattinaggio ha lasciato la cattedra al Simonini ed è diventato – restandolo per un decennio – allenatore della squadra La Torre che è diventata tra le più forti del territorio. E non è finita ancora, perché il prof musicista e pattinatore, è stato da sempre appassionato di motori. Quelli Guzzi, in particolare. «Col motorino andava in giro per l’Italia a fare gare di regolarità – ricordano i quattro – e fino a 93 anni lo si è visto arrivare in piazza per la Motobefana di Correggio». L’ultima visita nella casetta di Poviglio risale alla vigilia di Natale: «Abbiamo ripercorso i vecchi tempi – raccontano gli “amici miei” della Bassa Reggiana – e Lusenti ci ha ridato i voti». Di una vita intera, questa volta, e i quattro ragazzi settantenni sono stati tutti promossi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
