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Luzzara, eredità negata a una 68enne e lei chiede aiuto a Salvini

Mauro Pinotti
Luzzara, eredità negata a una 68enne e lei chiede aiuto a Salvini

Giudice tutelare e amministratore di sostegno bloccherebbero la pratica: «Chiedo giustizia e risposte e non mi fermerò fino a quando non verrò ascoltata»

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LUZZARA. Dopo la morte dei genitori avvenuta poco più di un anno fa, una donna di Luzzara, non è riuscita ancora ad accedere ai propri risparmi che le servono per vivere e pagare le bollette. . Tutto è nelle mani di un giudice tutelare e di un amministratore di sostegno che segue una persona di famiglia con seri problemi mentali e che ha già tentato più volte di attuare gesti autrolesionisti. Una situazione infinita che sembra non avere fine.

"SALVINI AIUTAMI"

La donna sta vivendo un vero e proprio incubo e ha deciso di chiedere aiuto a Matteo Salvini. Per questione di privacy, ma soprattutto perché nella vicenda è coinvolto un familiare con gravi problemi di salute non vengono pubblicati nomi.

«Se credono che io venga giù con la piena del Po si sbagliano di grosso». Il messaggio è rivolto ad un giudice tutelare tirocinante, accusato da una signora 68enne di Luzzara di non aver «ricusato un amministratore di sostegno di un parente stretto». Atto tra l'altro supportato da documenti precisi, visionati e presentati ai carabinieri, al Prefetto di Reggio Emilia e inviati anche al ministero degli Interni.

UNA STORIA INFINITA

«Si tratta di una vicenda interminabile – ha detto la donna – che non permette uno sbocco operativo per me che sono costretta a subire questa assurda situazione. Innanzitutto ho subito una prevaricazione medica da parte di dirigenti di una struttura psichiatrica che seguiva un mio congiunto e che non mi ha informato di aver fatto ricorso a un amministratore di sostegno con il quale è impossibile parlare, tanto che tempo fa, causa la sua assenza ho perso parte della vendita di una casa situata a Casoni di Luzzara».

Secondo la donna luzzarese, l'amministratore di sostegno, che in un primo tempo sembrava agire nella modalità di patrocinio gratuito, avrebbe prelevato dal conto del congiunto la cifra di 1.200 euro. In più a fronte di una pensione di circa 2.100 euro, l'amministratore di sostegno avrebbe dato al suo assistito la somma di 400 euro per due mesi.

LA RICUSAZIONE

«Nonostante sia io che il mio parente stretto abbiamo ricusato l'amministratore di sostegno, egli è ancora al suo posto – ha detto la 68enne – e si è permesso di strapparmi dalle mani i documenti che una contabile di una banca di Guastalla stava pagando per l'Imu per la casa di Casoni. In più sono costretta a pagare la quota totale della tassa rifiuti nonostante abbia chiesto all'amministratore di sostegno di pagare la quota di competenza del mio parente».

Stanca di tutta la vicenda, la donna luzzarese ha deciso di appellarsi al ministro Matteo Salvini. «Credo sia l'unico che può aiutarmi in questa situazione. Chiedo giustizia e risposte. Voglio sapere perché un giudice tutelare tirocinante ha permesso, senza informarci, su richiesta di una struttura psichiatrica, di nominare un amministratore di sostegno: perché tale amministratore di sostegno è impunemente ancora al suo posto nonostante la nostra ricusazione e vorrei anche sapere perché il direttore della banca di Guastalla non sblocca il conto corrente con la quota ereditaria di mia spettanza trattenuta in modo illegittimo. Io non mollerò e continuerò la mia battaglia fino a quando non verrò ascoltata». —


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