«Resistere oggi significa ribellarsi al “me ne frego”»
Il sindaco Malavasi ieri alla commemorazione della battaglia di Canolo Il presidente della Regione: «Fondi per un milione allo studio del Novecento»
correggio. Si è svolta ieri la manifestazione in occasione del 74esimo anniversario della “Battaglia di Canolo”, cui, oltre al sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, agli amministratori dei Comuni dell’Unione della Pianura Reggiana, alle forze dell’ordine e ad Anpi, ha preso parte anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini.
la celebrazione
Dopo la deposizione dei fiori sul cippo di Vittorio e Vandina Saltini, la messa nella chiesa parrocchiale di San Paolo e la sfilata commemorativa per le vie di Canolo con soste al monumento a Don Pasquino Borghi, al cippo dedicato a Vasco Guaitolini e Abbo Panisi e al monumento ai caduti di Canolo, sono intervenuti il sindaco Ilenia Malavasi, Carmelina Panisi, vicepresidente Anpi Correggio e nipote di Abbo, e il governatore Bonaccini.
«Essere qui significa vivere nella nostra quotidianità un impegno costante volto a conoscere, a capire, a tenere alta la guardia, a vigilare, a resistere, a respingere la tentazione della indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano, a non anestetizzare le coscienze, come ha detto Liliana Segre nel suo discorso per la sua nomina a senatrice a vita», ha sottolineato il sindaco Malavasi.
IL SINDACO
«Quel periodo storico – ha proseguito Malavasi – vide una grande tensione morale, con un grande protagonismo civile e con l’impegno di uomini e donne che credevano fortemente nei valori di libertà, democrazia, giustizia sociale, equità, uguaglianza, tolleranza, tanto da sacrificare la loro vita. Per me essere resistente e antifascista oggi significa dire no alla paura e all’individualismo, alla sopraffazione e alla violenza, all’indifferenza e all’intolleranza, al razzismo, i cui atti sono in aumento nel nostro paese e ai muri. E dire invece sì al valore della vita, alle persone, all’accoglienza, alla scuola, alle differenze, educandoci al rispetto della diversità. Come amministrazione, in questi anni, abbiamo lavorato per una società dove tutti si possano sentire accolti. Essere resistente oggi significa ribellarsi al “me ne frego”, che non appartiene alla nostra storia».
IL PRESIDENTE bonaccini
«Abbiamo pensato e approvato una legge che finanzia con circa un milione di euro progetti di conoscenza e di studio sulla storia del Novecento – ha spiegato il presidente della Regione – Siamo l’unica Regione italiana che promuove e sostiene l’approfondimento di un periodo storico che, troppo spesso viene archiviato come un “brutto passato”, ma che, invece – dalla nascita e dal consenso ottenuto dai totalitarismi, alla reazione della società civile nei confronti del terrorismo – ha tantissimo da insegnare all’attualità e alla storia di questi giorni. Per questo riteniamo fondamentale non solo commemorare i caduti ma non dimenticare le modalità con le quali la bestia del nazifascismo prese piede, nelle nostre stesse comunità, salutata spesso da iniziali ovazioni di folla». —
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