Rossena, lo storico Cantarella ridimensiona Gregorio VII
CANOSSA. Fra i medaglioni che la storia confeziona, uno dei più sfavillanti è quello di Gregorio VII, il papa che umiliò a Canossa l'imperatore Enrico IV in presenza della contessa Matilde. Fu il principale alfiere della lotta per le investiture, artefice della riforma della Chiesa, e perciò venne santificato.
Glauco Maria Cantarella, storico del Medioevo, docente emerito dell’Università di Bologna, ne ridimensiona un po’ l’aureola nella biografia a lui dedicata e pubblicata dall’editore Salerno, che è stata presentata dall’autore nel castello di Rossena per iniziativa dell’associazione culturale Matilde di Canossa, presieduta da Angela Chiapponi.
All’evento, intitolato "Canossa 1077: imprevisto prevedibile e previsto?", sarebbe dovuto intervenire anche Alessandro Barbero, professore di storia medievale nell’ateneo del Piemonte orientale e curatore dei programmi di Rai Storia, il quale però ha rinunciato a causa di un lutto familiare. Cantarella aveva già dedicato a questo personaggio due libri importanti nel 1998 ("Il Papa e il Sovrano") e nel 2005 (“Il sole e la luna, la rivoluzione di Gregorio VII Papa”). Da questo ultimo studio emergono i tratti di un Papa così incisivo e travolgente nella lotta per le investiture da «indurre a marcare con il suo nome centocinquant’anni di storia» e, per certi versi, da dividere i mille anni che lo avevano preceduto dai mille che sarebbero venuti dopo di lui.
«Gregorio settimo – ha detto Cantarella – non aveva alcuna intenzione di fare l’eroe. Era una persona normale, un uomo di fede molto combattivo che portava a compimento, dandole concretezza, l’idea della supremazia papale già rivendicata in precedenza».
Anche il famoso Dictatus Papae, generalmente interpretato come il manifesto fondativo della teocrazia pontificia, assume tinte sfumate in questa rilettura: «Il Dictatus è un pilastro della storia ecclesiastica, ma si rivela essere un indice di predicazione che il Papa diffondeva come guida per i predicatori, per rendere efficace la loro oratoria». Gregorio VII rimane, secondo Cantarella, un gigante controverso e talora frainteso: «È stato un personaggio importante, usato molto a proposito e a sproposito. Non mancano le ombre. I normanni, da lui chiamati in sua difesa, operarono il più violento saccheggio, di cui si parla poco, che Roma abbia subito dopo quello dei vandali di Genserico e, prima, di quello dei Lanzichenecchi. Perciò dovette abbandonare la città per sfuggire alla furia dei romani». —
Luciano Salsi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
