Slittate al 29 aprile le motivazioni della sentenza
Erano attese per oggi le motivazioni della sentenza di primo grado di Aemilia ma è stata chiesta la proroga di ulteriori 90 giorni (come previsto dall’articolo 154 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale), con il 29 aprile come nuovo d-day giudiziario. I tre magistrati che compongono la Corte (il presidente Francesco Caruso e i colleghi Cristina Beretti ed Andrea Rat) stanno lavorando incessantemente sui motivi della sentenza dal 31 ottobre scorso, cioè da quando uscirono dalla camera di consiglio in questura per leggere – nella stipatissima aula-bunker – il maxi dispositivo. Ora sono chiamati ad analizzare, fare sintesi e mettere per iscritto le posizioni – una per una – dei 148 imputati, fra elementi dell’accusa e difensivi a discarico, documenti giudiziari, richiami giurisprudenziali, verbali d’udienza, intercettazioni agli atti. Stiamo parlando di 120 condanne, 23 assoluzioni e 5 posizioni finite in prescrizione. E complessivamente la Corte ha emesso condanne per 1.223 anni di carcere: 898 anni relativi al rito ordinario e 325 anni al giudizio abbreviato (contemplante lo sconto di pena di un terzo).
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