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GLI ARRESTATI 

Sono le “menti” di una banda specializzata nelle truffe online

Am.P.
Sono le “menti” di una banda specializzata nelle truffe online

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REGGIO EMILIA. Uno specialista delle truffe, con alle spalle una fedina penale lunga dieci pagine. È il curriculum di Damiano Leone, il 30enne residente alla Roncina, mentre la madre Franca Ceglia, 50enne originaria di Giffoni Valle Piana (Salerno) e domiciliata in città, non ha condanne passate in giudicato. Quando sono stati colpiti dal nuovo provvedimento il primo si trovava già ai domiciliari, mentre la seconda era libera per scadenza dei termini di custodia cautelare.

Titolari di una società paravento (senza capitali) iscritta alla Camera di commercio, entrambi sono difesi dall’avvocato Costantino Diana. Figlio e madre sono stati coinvolti – anzi erano stati ritenuti le “menti” della banda di sei persone, legate da parentela, colpite da custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere, truffa aggravata, estorsione, sostituzione di persona e falso in atto pubblico – nell’operazione “Deep impact” dell’ottobre 2017, che aveva sgominato un gruppo di malviventi resosi responsabile di aver orchestrato, dalla “base” di Reggio, centinaia di truffe sulle case vacanze. Il mezzo prediletto era il web: tramite siti conosciuti, i truffatori pubblicizzavano case in affitto per le vacanze, con tanto di foto e particolari, rispondendo al telefono e facendosi versare la caparra; le vittime scoprivano in seguito dai legittimi proprietari che quell’abitazione non era mai stata offerta in affitto.

Una beffa costata centinaia di chilometri a vuoto, soldi spariti e le vacanze saltate per tante persone, che al tentativo di contattare il presunto inserzionista venivano sfidate dai truffatori, che con sms di offese di ogni tipo li informavano di essere cascati nella trappola, vantandosi anche con frasi del tipo «vai pure a denunciarmi, tanto non mi prenderanno mai». Oltre alle case vacanze, i carabinieri avevano appurato come, in alcuni casi, il denaro, versato dalle vittime sulle Postepay, a distanza di pochi minuti dall’accredito venisse riciclato nelle sale slot. —

Am.P.

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