CHE HANNO DA DIRE DI MAIO E SALVINI?
L’entrata a gamba tesa che il collega Sparvieri evoca nelle prime righe della sua cronaca non è compiuta da un avversario scorretto. Ma dall’indispensabile partner di governo gialloverde. Mentre il Movimento 5 Stelle a Roma è contrattualizzato con i leghisti, a Reggio Emilia i pentastellati si manifestano come i più puntuti e puntuali nemici dei leghisti.
Il soggetto dell’attacco grillino infatti è decisamente il candidato sindaco Salati, espressione primaria della Lega. Precisamente consorzio e attività immobiliari di Salati in riferimento a un ipotizzato “conflitto di interessi da risolvere”. La parola “risolvere” è a doppio taglio: o Salati chiarisce, oppure deve meditare (secondo M5S) una sua ritirata dalla corsa.
Un incongruente dettaglio dell’offensiva grillina locale sta nel testo inviato ieri e firmato dalla Guatteri. La vicenda Salati è separata con una doppia interlinea da un diverso argomento: l’appoggio ai controlli della Commissione antimafia su tutte le liste elettorali dei Comuni interessati dal processo Aemilia. Il gioco si fa duro. Che hanno da dire Di Maio e Salvini contrattualizzati a Roma (ma non a Reggio)? —
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