Condannati i due rapinatori con le maschere di Halloween
REGGIO EMILIA. Tre anni e 8 mesi (più 1.400 euro di multa) e due anni e 8 mesi (1.200 euro di multa), pena non sospesa: perciò i giovanissimi andranno in carcere, non appena la sentenza sarà diventata definitiva. Queste le condanne pesanti che hanno rimediato in rito abbreviato rispettivamente il marocchino Abderrahman Zyadate e il tunisino Oussama Chaalali,noti come i rapinatori di Halloween, giudicati per i reati di concorso in rapina aggravata (dal travisamento) e furto (delle maschere).
Nel pomeriggio del 31 ottobre 2018 i maggiorenni (assieme ad altri due minori) hanno compiuto un furto nel negozio di giocattoli “Mangiafuoco” di via Edison, a San Maurizio, dove hanno sottratto delle maschere di Halloween indossandole subito per rapinare e aggredire in strada un reggiano 59enne che stava aspettando un taxi, sottraendogli il portafoglio con 140 euro e varie carte di credito. Il tutto nel giro di un quarto d’ora e, per loro stessa ammissione, ubriachi: troppo ubriachi per ricordare qualcosa, nell’immediatezza del fermo, pur ammettendo di essere stati nel negozio.
I responsabili sono stati fermati due giorni dopo dalla polizia, riconosciuti dal titolare del negozio di giocattoli e trovati in possesso di una maschera (Chaalali) e del resto della refurtiva (Zyadate). Riconoscimento confermato anche dallo stesso reggiano rapinato.
Secondo la polizia, inoltre, Zyadate era noto per essere un membro di quella babygang che fra rapine e bullismo è stata per un lungo periodo il terrore di studenti e famiglie in zona Parco del Popolo.
Entrambi si trovavano ai domiciliari dal 30 novembre scorso, quando il pm titolare Maria Rita Pantani, sottolineando i precedenti penali di entrambi e la pericolosità sociale, aveva presentato ricorso avverso alla decisione del Gip Giovanni Ghini, il quale ravvisando “autodisciplina” aveva disposto per Zyadate i domiciliari e per Chaalali l’obbligo di firma quotidiana. Appello parzialmente accolto dal Riesame, che aveva inasprito la misura per Chaalali disponendo i domiciliari anche per quest’ultimo.
Ieri l’iter giudiziario si è svolto in rito abbreviato. L’avvocato difensore di Chaalali, Gisella Mesoraca, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito per il reato di rapina, sostenendo che l’identificazione del giovane che teneva stretto il rapinato alle spalle non fosse certa; in subordine il minimo della pena. L’avvocato Lucia La Rocca, difensore di Zyadate, ha chiesto la concessione delle attenuanti generiche e il minimo della pena, visto che il suo cliente in sede di convalida ha confessato.
Il pm Pantani ha proposto il massimo della pena: sei anni per entrambi, visto che il conteggio partiva da una base di nove anni con lo sconto di un terzo in virtù dell’abbreviato, sottolineando, specie per Zyadate, la recidiva specifica. Il Gip De Luca ha concesso le attenuanti ed emesso la sentenza, contro la quale il legale Gisella Mesoraca annuncia appello. —
Am.P.
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