Lega: «Su En.Cor il Comune ha scelto la non trasparenza»
CORREGGIO. La Lega torna all’attacco sulla vicenda En.Cor e sulla conseguente necessità, per il Comune, di pagare i debiti contratti con le banche per fare fronte alle perdite provocate dall’azienda. Debito che, nei giorni scorsi, il sindaco Ilenia Malavasi ha dichiarato «già pagato all’81 per cento».
«Leggiamo con stupore l’intervento del sindaco Malavasi sul nostro comunicato di venerdì che riguardava la gestione del caso En.Cor – afferma Riccardo Rovesti, segretario della Lega di Correggio –. Ci accusano di fare comunicati copia-incolla. Sì. Hanno ragione. È da cinque anni che chiediamo che venga convocata un’assemblea pubblica sul caso En.Cor con la presenza di chi dirigeva e amministrava En.Cor. Si sono limitati ad incontri sul bilancio durante le fredde serate invernali cui hanno partecipato una ventina o trentina di persone. Le assemblee pubbliche si convocano il sabato sera in un luogo con adeguata capienza e con la presenza dei protagonisti della vicenda. E si chiama assemblea su En.Cor, non incontro sul bilancio. Il sindaco poi parla delle elezioni del 2014 sottolineando che i cittadini hanno premiato il Pd nonostante il caso En.Cor. Ricordiamo al sindaco che le prime sentenze di condanna del Comune sono del 2017. Nel 2014 il Comune non era ancora stato condannato a pagare il debito. E per fortuna che il sindaco parla di superficialità e disinformazione. Poi l’accusa di non fare proposte. Ma i nostri comunicati li ha letti, signor sindaco? In quelli che lei definisce copia-incolla si propone, oltre all’assemblea pubblica su En.Cor mai convocata, anche e soprattutto il diretto coinvolgimento dei cittadini nella scelta dei mezzi per pagare il debito. Pagano i cittadini. E siano dunque i cittadini stessi a scegliere le modalità, i beni da vendere o le azioni da intraprendere. Non capiamo la paura o il disinteresse di questa amministrazione al coinvolgimento diretto dei correggesi. Meno male che il sindaco si era presentato nel 2014 promettendo trasparenza. Mai promessa fu più tradita. Se è vero che la magistratura fa il suo lavoro e attendiamo gli sviluppi delle vicende giudiziarie, è falso che il Pd si sia assunto le responsabilità politiche. Se così fosse, se si fosse davvero trasparenti, si sarebbe deciso di istituire una commissione d’inchiesta su En.Cor, più volte richiesta da tutte le forze di opposizione in consiglio comunale».
E chiede Riccardo Rovesti: «Non hanno diritto i cittadini di capire come è stato creato il debito milionario di En.Cor? Chi dice di essere politicamente responsabile dovrebbe chiarire alla città come sono stati spesi quei soldi e come si è formato quel debito. Dall’acquisto di macchinari obsoleti, dai soldi sperperati in Senegal e Romania all’acquisto da parte di Amtrade. Perché il sindaco non chiarisce questi aspetti? Perché non vuole la commissione d’indagine? Perché ha deciso di non essere trasparente? È tutta colpa di Marzio Iotti, sindaco Pd fino al 2013? Noi crediamo di no». —
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