Multa con lo scout-speed tolta, la polizia municipale fa ricorso
Un guastallese andava a 126 chilometri sulla provinciale 3. Reggiani della Municipale: «Facciamo appello al tribunale»
NOVELLARA. Non è destinata a concludersi a breve la vicenda legata al ricorso di un automobilista guastallese che nelle scorse settimane era stato “beccato” grazie allo scout-speed a viaggiare a 126 chilometri l’ora lungo la variante della Sp3 all’altezza di Santa Maria della Fossa, tra Bagnolo e Novellara. Il 44enne ha infatti presentato ricorso e la sua opposizione è stata accolta dal giudice onorario Elisabetta Freddi. Ma la questione non è affatto chiusa in quanto il corpo di polizia municipale dell’Unione “Terra di Mezzo” – che agisce sul territorio dei Comuni di Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto e Bagnolo e che aveva sanzionato l’uomo con diversi punti sulla patente e una multa salata – presenterà ricorso in tribunale.. A spiegare la posizione del Corpo è il comandante Flaminio Reggiani. «Come sempre in questi casi – afferma – presenteremo ricorso. La questione è molto semplice: cosa deve fare un bravo comandante? Prendere posizione su temi come questi. Riteniamo sia giusto proseguire in quanto il soggetto viaggiava a una velocità del tutto fuori luogo per un tratto stradale come quello in questione. Ma, più in generale, andiamo avanti perché molto numerose sono le istanze, richieste e petizioni di residenti e passanti che, in generale, chiedono sicurezza sulle strade, in particolare sul tema della velocità troppo elevata».
Nello specifico di questa vicenda, l’automobilista aveva presentato un ricorso contestando il fatto che nel verbale della polizia municipale non erano indicati gli estremi del decreto del prefetto che autorizza le forze dell’ordine a usare gli autovelox senza fermare i trasgressori in talune strade, come nel caso dello scout-speed. La questione, in tutta Italia, fa discutere, e anche a Reggio Emilia si sono verificati diversi ricorsi in merito. Quello dello scout-speed è uno strumento sempre più diffuso: nel caso del corpo “Terra di Mezzo”, il suo utilizzo viene annunciato tramite i social, nei quali gli agenti indicano in quali tratti stradali verrà impiegato. «Spesso – aggiunge il comandante Reggiani – si accusa la polizia municipale di voler far cassa. La realtà invece parla di tutt’altro, e ci mette davanti dei dati secondo i quali gli incidenti sono in aumento. Ciò che rammarica, inoltre, è che a fare ricorso sono quasi sempre gli automobilisti che vanno più forte, che tentano di fare il possibile per riavere la patente che gli viene ritirata. Davanti a questo fenomeno siamo disarmati. Di sicuro agiamo nel rispetto delle norme, per quanto ci riguarda andiamo avanti con il ricorso e vedremo quale sarà la linea che sposerà il tribunale».
Quella dei ricorsi legati alla velocità è un fenomeno che si sta via via allargando, in tutta la provincia. Per quanto riguarda il corpo “Terra di mezzo”, in passato si sono già verificati episodi simili che hanno visto poi il tribunale dare ragione agli agenti. «Il punto è che per sbrigare queste pratiche serve tempo e vengono impiegati soldi pubblici per contestare chi – in teoria – ricorre dopo essere stato punito per una condotta scorretta».
La statistica dice che sinora i tribunali hanno quasi sempre ribaltato le sentenze dei giudici di pace; resta ora da vedere come si concluderà questa battaglia a suon di ricorsi. —
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