Prima l’assemblea in azienda poi fiato sospeso per 20 giorni
REGGIO EMILIA. L’ultima parola, in linea di principio, ce l’avranno Bruno Bartoli e Franco Cadoppi, commissari giudiziali per i concordati attivati rispettivamente per Ferrarini e per Vismara. Due procedure che dovrebbero ottenere l’omologa sulla base del piano di rientro dei debiti che dovrebbe essere presentato entro il 19 febbraio prossimo, termine fissato per poi poter ottenere l’omologa del piano. Una strada lunga, che potrebbe anche essere abbandonata da parte del gruppo Ferrarini, che potrebbe optare per altre procedure, anche in proprio. A monte di tutto questo, però, c’è la vendita di Ferrarini e Vismara, totale o parziale che sia, e l’atteso piano industriale, anima della svolta che dovrebbe scrivere una nuova pagina nella storia del gruppo su cui gravano debiti per 250 milioni di euro.
Proprio l’esposizione finanziaria non lascia grandi margini di manovra ai Ferrarini, che hanno investito di tasca propria ma necessitano un alleggerimento, salvo il buon progresso dei ricavi del gruppo.
La situazione della Ferrarini è tra quelle prime in lista anche nell’agenda della politica, sia locale, che regionale e nazionale.
Intanto venerdì ci saranno le assemblee dei sindacati con i lavoratori della Ferrarini per informarli, in vista poi del disvelamento del piano il 18 febbraio.
Pochi giorni fa è stata fatta anche una ricognizione sulle crisi aziendali al centro di tavoli istituzionali di salvaguardia occupazionale in cui è impegnata la Regione Emilia-Romagna. A farla è stata l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, che tra le crisi più gravose conta quelle del gruppo Artoni (trasporti) e del gruppo Ferrarini (alimentari).
Due famiglie che condividono una fase di crisi dopo aver vissuto per anni un forte progresso sia delle rispettive aziende sia nel posizionamento dello scacchiere confindustriale. A Reggio Lisa Ferrarini e Anna Maria Artoni hanno sostenuto in maniera decisa l’ex presidente di Unindustria Stefano Landi, anch’egli impegnato nel risanamento della sua azienda.
Il blocco legato a Landi si è quindi defilato, con cambi importanti anche nell’associazione di via Toschi, che ha salutato il direttore Giovanni Roveda, scelto allora da Landi, che lascia il posto a un nuovo direttore che sarà presentato a marzo dal neo presidente Fabio Storchi. —
E.L.T.
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