Resta chiusa dentro il cimitero donna soccorsa a Montecavolo
In via Kennedy il cancello non si apriva più e si è dovuto ricorrere a un portone secondario Intervengono insieme polizia municipale, tecnici e pompieri
QUATTRO CASTELLA. Una donna è rimasta chiusa dentro al cimitero di Montecavolo, ieri pomeriggio, ed è stata soccorsa dalla polizia municipale.
Con la bella giornata di ieri, la donna, una pensionata di 60 anni, residente a Montecavolo, nel pomeriggio ha pensato di fare visita ai suoi cari defunti al cimitero in via Kennedy, laterale della strada per Salvarano.
Per qualche ragione, la pensionata non si è accorta dell’orario, che è andato ben oltre quello di chiusura del cimitero: le 17.30.
Quando la pensionata si è diretta verso l’uscita, si è accorta della porta era chiusa e che non si apriva più. Ha cercato più volte a chiedere aiuto e anche a tirare il portone di ferro, ma niente da fare, anche perché nei paraggi non c’era nessuno.
Pure in questa situazione, la donna non si è persa d’animo e ha chiamato i soccorsi con il telefonino. I primi ad arrivare in via Kennedy sono stati gli agenti della polizia municipale Colline Matildiche, che hanno cercato anche loro di aprire il cancello, ma senza successo. Il pulsante elettrico del portone principale non funzionava più.
Di qui la richiesta di aiuto anche ai vigili del fuoco che, a loro volta, hanno chiesto l’intervento anche del personale dell’ufficio tecnico del Comune per verificare con loro se vi fosse un’altra via d’uscita per la donna. La pensionata ha aspettato almeno 30 minuti, chiusa dentro il cimitero, al freddo ormai pungente.
Con l’arrivo dei tecnici è stato individuato un altro portone secondario. La catena che lo chiudeva è stata spezzata con una tenaglia. Così la donna è stata fatta uscire. A questo punto, visto che la situazione si era risolta, i vigili del fuoco che erano ancora in strada sono tornati indietro. La signora, per tutto il tempo ha chiacchierato con loro senza allarmarsi e perdersi d’animo. Una volta fuori, ha ringraziato di cuore i suoi “eroi” con tanta di battuta finale: «Non raccontate in giro la mia disavventura, e domani mattina vi offro la colazione». —
Da.Al.
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