Tutino: «Lascio la politica ma voterò per Zingaretti»
L’assessore alla Mobilità spiega il perché delle sue scelte e racconta il suo futuro da «libero cittadino» e il suo sostegno a Vecchi
Dopo sei anni in Giunta a Cavriago e nove tra Provincia e Comune di Reggio Emilia, la carriera politica di Mirko Tutino, attuale assessore alla mobilità, è a fine mandato. Con la conclusione del primo mandato di Luca Vecchi il quasi ex politico, a 36 anni, abbandonerà ogni impegno amministrativo per dedicarsi alla sua vita professionale.
Una decisione maturata negli ultimi mesi che, tuttavia, non impedisce a Tutino di intervenire nella vita politica reggiana e nazionale con delle dichiarazioni che, in realtà, potrebbero stupire. L’assessore, dopo essere uscito dal Pd per entrare in Leu, dopo la campagna elettorale contro il governo Renzi, dopo il fallimento del progetto guidato da Pietro Grasso, ora torna sui suoi passi spiegando che, alle primarie, voterà per Nicola Zingaretti.
Come mai questa decisione, che potrebbe quasi sembrare una giravolta?
«In realtà non è così, non ho più interessi legati alla mia carriera politica. Al momento non ho tessere di partito, mi considero parte di un grande popolo di persone che non rinunciano ai propri valori pur essendo rimaste senza una casa. È con questo spirito che voterò alle primarie, per sostenere chi cerca di costruire una casa ospitale per le persone come me. E quindi voterò Zingaretti».
Nessun ripensamento quindi?
«Come direbbe De Gregori, “mi troverai sempre e per sempre dalla stessa parte”. Il fatto che io nel 2017 abbia scelto di uscire dal Pd non mi ha fatto cambiare opinione su nulla: ero di sinistra nel Pd, lo ero da candidato di Leu e lo sono ora. Io sono sempre rimasto a sinistra. Aggiungo tra l’altro che ho scelto di non ripropormi per incarichi amministrativi e di non candidarmi alle prossime elezioni: da cittadino sono libero di votare alle primarie aperte del Pd».
Il problema quindi era solo Matteo Renzi?
«Non potevo accettare di sostenere un partito che, guidato da Renzi, scelse nettamente di non stare più a sinistra. Non avrei potuto fare diversamente, la mia coscienza mi ha portato da Leu indipendentemente dai calcoli personali e dalle percentuali. Ma dopo il 3,3% ottenuto e la cocente sconfitta del Pd alle elezioni politiche, mi sono convinto di due cose: solo andando oltre l’attuale Pd si potrà costruire un fronte progressista competitivo e, soprattutto, non servono altri partiti ed altre divisioni a sinistra, serve unire ciò che c’è e migliorarlo. Non so se sia possibile ma stimo chi ci prova e Zingaretti sta andando in questa direzione».
E crede davvero che Renzi uscirà di scena?
«Se dovesse vincere Zingaretti sarà un problema di Renzi non mio, io sono fuori dalla politica. Le sue scelte politiche hanno collocato il principale partito del centrosinistra a non essere molto dissimile da Forza Italia. Mi sembra che tanti stiano capendo che si deve voltare pagina».
Fuori dalla politica quindi, ma alle elezioni amministrative a Reggio voterà per qualcuno?
«Voterò e sosterrò Luca Vecchi, che è una persona seria e rappresenta i valori in cui credo, sostenendo la lista di Lanfranco De Franco che lo appoggia, “Reggio è”. Tante cose si possono e si devono fare meglio di come le abbiamo fatte in questi cinque anni ma mai vorrei che la città in cui stanno crescendo le mie figlie finisse in mano a chi pensa che investire nell’educazione sia uno spreco, che la raccolta differenziata sia un vezzo per “radical chic” o che si debba arrivare in auto fin sotto il Duomo. Se poi sono anche gli stessi che vorrebbero distinguere i nostri figli in base al colore della pelle, dico che non li voglio vedere neanche alla porta». —
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