Gazzetta di Reggio

Reggio

operazione last fraud 

Alla sbarra la banda delle truffe in arrivo nuovo maxi processo

Enrico Lorenzo Tidona
Alla sbarra la banda delle truffe in arrivo nuovo maxi processo

Pioggia di patteggiamenti ieri in tribunale, nell’inchiesta coinvolti 55 indagati  Decisi dal giudice oltre trenta rinvii a giudizio che andranno a dibattimento

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Su 55 indagati una ventina sono usciti ieri tra abbreviati, patteggiamenti e non luogo a procedere. Ma ne restano poco più di trenta che dovranno essere giudicati da un collegio di giudici che dovrà istruire - visti i numeri - un nuovo maxi processo, del quale ieri si è visto un primo vagito. Nell’aula del giudice per l’udienza preliminare Luca Ramponi, c’erano infatti decine di avvocati impegnati a difendere i 55 imputati accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e riciclaggio. In pratica vendevano l’aspirapolvere tanto agognato piuttosto che pneumatici o le vacanze dei sogni, incassando soldi senza consegnare la merce.

Un’inchiesta approdata in tribunale dopo quattro anni d’indagine, un numero considerevole di indagati e la richiesta di rinvio a giudizio del pm Giacomo Forte accolta ieri dal gup.

Nell’indagine dei carabinieri di Castelnovo Monti denominata “Last fraud” erano convogliate le numerose denunce presentate da truffati che, invece di acquisti scontati da pescare su Internet, si sono trovati quindi con un pugno di mosche in mano. E gli accertamenti dei carabinieri hanno individuato il web come mezzo-chiave per far soldi in modo illecito. Gli investigatori ritengono 14 persone come il nucleo-chiave della banda: poi in concorso gli altri 41 indagati che in maniera diversa avrebbero fatto affari illegali.

Si parla di almeno 400 raggiri, finiti nel mirino della procura. In abbreviato è stato condannato ieri Francesco Daemme (10 mesi), mentre hanno patteggiato Sonia Bianchi (2 anni), Neomi Bianchi (1 anno e 8 mesi), Amos Cena (1 anno e 6 mesi), Afrim Estrefi (3 anni e un mese), Giuseppe De Martino Miniero (2 anni e 10 mesi), Enrico Guido Caputo (4 mesi), Salvatore Spagnolo (1 anno e 5 mesi), Gaetano Di Bona (1 anno e 11 mesi), Salvatore Scavo (1 anno e 4 mesi), Delis della Santina (4 mesi).

A finire a giudizio sono tra gli altri Roberto Truzzi, considerato una delle figure centrali, oltre a nomi già noti ma più marginali nell’inchiesta, come Alfonso Mendicino, già condannato in primo grado nel processo Aemilia.

È stato chiesto anche il dissequestro degli aspirapolvere che furono bloccati nel 2018, quando l’inchiesta emerse in maniera fragorosa. Si trattava inizialmente di 400 aspirapolvere di marca Vorwerk e i relativi accessori, pronti ad essere collocati sul mercato attraverso varie persone poi accusate di ricettazione.

Le beffe complessive individuate dai carabinieri avevano importi per migliaia di euro, partendo da 50 euro fino anche a 2mila euro tramite annunci messi su un sito piuttosto noto di compravendite fra privati. Venivano messi in vendita beni di vario genere o l’affitto di appartamenti (risultati inesistenti o perlomeno non nella disponibilità di chi ne offriva la locazione) dando come riferimento un numero di telefono intestato a soggetti fittizi. —

Enrico Lorenzo Tidona

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google