Coinvolti italiani nomadi e stranieri
REGGIO EMILIA. La piaga delle truffe è di casa a Reggio Emilia. Ne è prova l’inchiesta Last Fraud, che con le pazienti e complesse indagini affrontate dall’Arma - coordinate dal pm Giacomo Forte – hanno messo in relazione 55 persone. Dopo la fase preliminare investigativa, nel settembre 2015 l’operazione era culminata in 40 perquisizioni avvenute da Reggio Emilia a Crotone e da Brescia fino a Ferrara, passando per Mantova e Modena. Poi il non facile affinamento degli spunti investigativi che hanno messo così in stretta relazione d’affari nomadi di etnia sinti con italiani (diversi sono calabresi) oltre ad alcuni stranieri (due albanesi e un marocchino). Proprio Reggio Emilia sarebbe il centro su cui gravita l’inchiesta sulla rete di ricettatori, rintracciati dopo l’arrivo di diverse denunce relative a veri e propri raggiri via web. Non pochi gli indagati che abitano a Cavriago. Per gli inquirenti sono due uomini e una donna i capi di questa associazione a delinquere finalizzata alle truffe. —
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